SPETTACOLI

l'intervista

Suburra, nella serie tv targata Netflix anche Paola Sotgiu

Nella trama è la mamma di "Spadino". La Sardegna fa parte del suo Dna
paola sotgiu (frame netflix)
Paola Sotgiu (Frame Netflix)

È tra le figure femminili che hanno conquistato maggiore importanza nella seconda stagione di Suburra, la prima serie televisiva italiana originale distribuita dal colosso americano Netflix, tratta dall'omonimo romanzo scritto da Giancarlo De Cataldo e Carlo Borini.

È Paola Sotgiu, attrice romana di origine sarda con una solida carriera alle spalle in cui ha spaziato fra teatro, cinema e televisione. Nella trama di Suburra, in una Roma segnata dalla lotta per il potere che coinvolge la malavita organizzata e i risvolti oscuri della Chiesa e della politica, Paola Sotgiu interpreta il ruolo di Adelaide Anacleti, madre di "Spadino", uno dei tre giovani protagonisti criminali intenzionati a mettere le mani sulla Città eterna.

Matriarca di una famiglia di etnia Sinti dedita al malaffare, cercherà di tenere sotto controllo le attività legate al traffico di droga.

La Sardegna fa parte del suo Dna. "Mio padre era di Calangianus, mia madre di origine cagliaritana, ho ereditato la testardaggine dei sardi. Ricordo le vacanze dell'infanzia e il contatto con la natura a Golfo Aranci. La mia famiglia fece anche erigere una cappella in onore di Santa Lucia, dopo che mia nonna aveva riacquistato insperatamente la vista".

Da dove inizia il suo percorso artistico? "Attrici si nasce, recitare è la mia vita, il fatto che sia la mia professione non conta. Ho iniziato da ragazzina, poi ho interrotto dopo aver ricevuto molestie da uomini dell'ambiente, ma io non ero una che si può comprare. Certe cose sono sempre successe, bene ha fatto il movimento #metoo a portarle alla luce. Da ventitré anni ho ripreso felicemente la mia carriera, mi è servita molto la psicoterapia".

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