SPETTACOLI

verso il festival

Sanremo, i preascolti: ecco le nostre pagelle ai brani in gara

Meno sentimentalismo, più sperimentazione e attualità nei 24 brani proposti per la kermesse canora 2019
baglioni con virginia raffaele e claudio bisio (ansa)
Baglioni, con Virginia Raffaele e Claudio Bisio (Ansa)

Dolcevita nero, giacca chiusa in vita, il foglio in mano per seguire le canzoni dai testi, parola per parola, la testa oscillante e il piede che batte a ritmo di musica.

A Claudio Baglioni le melodie che ha scelto in qualità di direttore artistico del Festival di Sanremo 2019, semplicemente piacciono. Forse è difficile credere che uno dei maggiori interpreti della musica leggera italiana possa gradire l’autotune delle canzoni di Mahmood o il rock’n roll di Achille Lauro, eppure la sensazione, ai preascolti delle canzoni di Sanremo, è proprio quella.

E lui vuole che si sappia: “Dateci modo di far capire alle persone che, quest’anno, vogliamo essere una mostra, non un museo. Giornalisti, aiutateci”.

È l’appello che ha lanciato agli oltre settanta cronisti – tra cui noi di Unionesarda.it - che come ogni anno sono stati rinchiusi in un piccolo auditorium nella sede Rai di Milano, in Corso Sempione, per ascoltare, una dopo l’altra, in anteprima tutte le 24 canzoni che gareggeranno al prossimo Festival. Dopo averci bene istruiti sulle regole, che sono poche ma semplici. Non fotografare i testi, non riportarne spezzoni troppo lunghi nelle recensioni, e cosa più importante: non registrarne neanche un secondo: “Altrimenti ci giochiamo il Festival”.

Claudio Baglioni (Ansa)
Claudio Baglioni (Ansa)

L’effetto finale è un po’ straniante, dopo 96 minuti di ascolto, inframmezzati da qualche minuto di pausa. Eppure un’idea ce la siamo fatta.

Sarà un festival che rispecchierà i tempi che viviamo, con meno fronzoli del solito, e più temi sociali, dai migranti all’emarginazione, ma senza intenti didascalici. “C’è sufficiente disagio”, ha sintetizzato Baglioni. Novità anche per le voci, con i big meno big e i giovani meno emergenti e più padroni di casa. Ecco le nostre prime impressioni sulle canzoni.

NEK

Mi farà trovare pronto

(Filippo Neviani, Paolo Antonacci, Luca Chiaravalli)

Attenzione, questo non è il solito Nek. La voce attacca un po’ sottotono, poi – a sorpresa – si comincia a ballare. E il ritornello, udite udite, tira fuori quel un po’ di tecno che non ti aspetti. Non solo radiofonica, ma quasi pronta per la discoteca, anche se negli anni Novanta. Ma sì sa, gli anni Novanta sono tornati di moda. Sul fronte testo sì, è il solito Nek. Sentimenti, amore, e giochi di parole: “Sono pronto, sono pronto, a non esser pronto mai, per essere all’altezza dell’amore”.

Voto: 4

***

NINO D’ANGELO E LIVIO CORI

Un’altra luce

(Livio Cori, Nino D’Angelo, Francesco Fogliano, Massimiliano Dagani, Mario Marco, Gianclaudio Fracchiolla)

Applausi: Nino D’Angelo entrerà di diritto nelle playlist di Spotify di migliaia di giovani. L’interprete napoletano riesce pienamente nell’operazione svecchiamento e accompagna con stile ed eleganza Livio Cori. Se vi state chiedendo chi è, vi rispondiamo che è il volto che potrebbe celarsi sotto la felpa dell’anonimo Liberato. E se vi state chiedendo chi è Liberato, vi rispondiamo che se vi piace la musica neomelodica napoletana mista a hip hop, è l’uomo che fa per voi. Prima coppia tra antico-moderno, ed è ben riuscita.

Voto: 7

***

ULTIMO

I tuoi particolari

(Niccolò Moriconi)

Ultimo conferma pienamente di aver meritato la fiducia di chi, l’anno scorso, tifava per lui a Sanremo Giovani. Ha vinto, e da allora non sbaglia una nota. Non sbaglia neanche adesso, che sul palco ci sale da “big”. La canzone che porta sul palco è classica, una storia d’amore finita male, in un bel crescendo in pieno stile Sanremo, ma che siamo sicuri piacerà: “Se solamente Dio inventasse delle nuove parole, potrei scrivere per te nuove canzoni d’amore e cantartele qui”.

Voto: 6

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THE ZEN CIRCUS

L’amore è una dittatura

(Andrea Appino, Gianpaolo Cuccuru, Massimiliano Schiavelli)

Eccola qui, la prima canzone in ordine di ascolti che guarda fuori dall’Ariston e racconta l’Italia dei nostri giorni. Testo intensissimo, scritto e musicato a tre mani dagli Zen Circus, (che conta tra le sue fila l’algherese Karim Qqru). Sul palco il tema dei migranti: “Le porte aperte, i porti chiusi e sorrisi agli sconosciuti che ci guardano attoniti mentre ci baciamo da uomo a uomo, mano nella mano”. Una sola parola: grazie.

Voto: 8

Federica Carta (Ansa)
Federica Carta (Ansa)

FEDERICA CARTA E SHADE

Senza farlo apposta

(Shade, Jacopo Ettore, Giacomo Roggia)

Quindicenni, è il vostro momento. Il pezzo di Federica Carta, originaria di Bonorva ed ex concorrente di Amici, e di Shade, vi piacerà: la voce limpida di Federica si impone nel ritornello e accompagna bene il rap del pugliese Shade. È un bel duetto, con un ritmo ben cadenzato: “Se avessi modo dentro la testa cancellerei la cronologia, e non so quanto sbagliato sia…”.

Voto: 5

***

ARISA

Mi sento bene

(Matteo Buzzanca, Lorenzo Vizzini, Rosalba Pippa, Alessandra Flora)

Il brano di Arisa, siamo sicuri, è uno di quello che Baglioni ha definito “svolazzante ma impegnato”. Arisa attacca come un usignolo: “Chiedersi che senso ha è inutile, se un giorno tutto questo finirà”. Poi parte l’orchestra, e un po’ alla “Don’t stop me now” Arisa si dà la carica: “Se non ci penso più mi sento bene, se faccio quello che mi va mi sento bene”. Emerge, stupisce. Piace meno la morale finale: “Se cogli il buono di ogni giorno ed ami sempre fino in fondo…”.

Voto: 6,5

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SIMONE CRISTICCHI

Abbi cura di me

(Simone Cristicchi, Nicola Brunialti, Gabriele Ortenzi)

Pianoforte, a tratti un violino, il brano di Simone Cristicchi è intenso, senza ritornello. Anche qui, come nel testo di Arisa, in ballo c’è il senso della vita: “Non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri. Tu allora vivilo adesso, come se fosse l’ultimo”. Un po’ “over” come stile, ma va bene così.

Voto: 6

***

ACHILLE LAURO

Rolls royce

(Lauro De Marinis, Davide Petrella, Daniele Dezi, Daniele Mungai, Edoardo Manozzi)

Anche per Achille Lauro, un bel grazie. Lauro De Marinis abbandona per un attimo la trap pura (forse un po’ troppo, persino per questo festival) e sceglie un brano più rock: “Non bisogna seguire il gregge”, ha detto ultimamente. E lui non lo fa. “No, non è vita, è rock’n roll”, “Amore mio sei il diavolo che torni, ma solo per dare fuoco al mio cuore di carta”. Il pubblico dei giornalisti si anima, quasi scatta l’applauso. Bravo.

Voto: 8

Francesco Renga (Ansa)
Francesco Renga (Ansa)

FRANCESCO RENGA - BUNGARO

Aspetto che torni

(Bungaro, Francesco Renga, Cesare Chiodo, Rakele, Giacomo Runco)

La genesi della canzone, ha spiegato Baglioni, è che prima è arrivata la melodia, di Bungaro, poi lo stesso direttore artistico ha contribuito alla scelta dell’interprete. Questo passaggio in più si sente, c’è da dire. La canzone è classica, ma in senso negativo. Piatta, insomma. Ma a Renga vogliamo dare una chance. Magari dal vivo, ci sorprenderà. “C’è un universo che mi riempie le mani, il mondo si perde tu invece rimani”.

Voto: 4

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NEGRITA

I ragazzi stanno bene

(Paolo Bruni, Cesare Petricich, Enrico Salvi, Francesco Barbacci, Lorenzo Cilembrini, Guglielmo Gagliano)

Torna la politica sul palco dell’Ariston. I Negrita, assenti da Sanremo da 16 anni, ripartono con un testo impegnato, ed è una scelta azzeccata perché lo sanno fare. Ci sono confini, passaporti, “dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto, come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco”. Una ballata ritmata, intensa, orecchiabile.

Voto: 8

***

EINAR

Parole nuove

(Antonio Maiello, Enrico Palmosi, Nicola Marotta)

Prevedibile Einar, che all’Ariston arriva dopo aver conquistato il primo dei due posti riservati ai vincitori di Sanremo Giovani. Terzo classificato dell’ultima edizione di Amici, il giovane cubano è un bel prodottino da talent di Maria De Filippi. La canzone, va detto, molto probabilmente andrà bene in radio: “E tu non lo sai, no tu non lo vedi, quanto amore lasci mentre ti allontani…”.

Voto: 5

***

PATTY PRAVO – BRIGA

Un po’ come la vita

Immensa Patty Pravo, appena parte la musica già la si vede sul palco mentre fa muovere sinuosamente le mani. Accanto a lei il più moderno Briga. Rispetto al duetto Nino D’Angelo-Livio Cori, questa coppia convince meno. Le voci si mescolano bene, è vero, ma più che lui a trascinare lei, c’è lei che trascina lui. E forse l’obiettivo non era quello.

Voto: 5,5

Daniele Silvestri (Ansa)
Daniele Silvestri (Ansa)

DANIELE SILVESTRI

Argento vivo

(Daniel Silvestri)

Il brano di Daniele Silvestri, anche lui tornato a Sanremo dopo anni di assenza, è una bomba. È la storia di un ragazzo di sedici anni, in carcere da dieci: “Nessun reato commesso là fuori, fui condannato ben prima di nascere”. Lo ha scritto in 24 ore, ha raccontato, e ne emerge un accattivante “flusso di coscienza”. Funziona.

Voto: 7,5

***

BOOMDABASH

Per un milione

(Rocco Pagliarulo, Federica Abbate, Alfredo Rapetti Mogol (Cheope), Angelo Cisternino, Alessandro Merli, Fabio Clemente)

C’è il sole, c’è il mare, c’è un falò: questo l’effetto immediato del pezzo dei Boomdabash, che molto probabilmente arriverà incolume nei primi posti delle hit fino alla prossima estate: “Aspetterò che torni, come aspetto il mare. Mentre sto camminando sotto il temporale”.

Voto: 6

***

ANNA TATANGELO

Le nostre anime di notte

(Lorenzo Vizzini)

Un brano, quello di Anna Tatangelo, sul coraggio di far ripartire una storia d’amore in crisi, e che la vede forse particolarmente ispirata dati i recenti alti e bassi con Gigi D’Alessio: “E in fondo, lo sai, le nostre anime di notte non si perderanno mai”.

Voto: 3

Mahmood (Ansa)
Mahmood (Ansa)

MAHMOOD

Soldi

(Mahmood, Dardust, Charlie Charles)

Mahmood, mamma sarda e papà egiziano, centra l’obiettivo. Il suo pezzo è interessante, di quelli che quando passano in radio, alzi il volume. E ancora una volta, come il pezzo portato a Sanremo Giovani, attinge a piene mani dalla sua storia personale: “Volevi solo i soldi, come se avessi avuto soldi”. Qualcuno ha già da ridire sull’utilizzo dell’autotune ma lui, prima ancora che scoppino le polemiche, ha fatto sapere che canterà senza, per sua scelta.

Voto: 8

***

PAOLA TURCI

L’ultimo ostacolo

(Paola Turci, Luca Chiaravalli, Stefano Marietta, Edwyn Roberts)

La canzone di Paola Turci è un banale susseguirsi di strofa e ritornello, che di certo non colpisce. La sensazione, a pelle, è che sia il classico pezzo che almeno in una serata darà il via alla gara. Scalda l’atmosfera, niente di più. Peccato.

Voto: 4

***

EX OTAGO

Solo una canzone

(Maurizio Carucci, Simone Bertuccini, Francesco Bacci, Olmo Martellacci, Rachid Bouchabla)

Gruppo del panorama indie-pop, potevano seguire la strada dello Stato Sociale, con quel finto “non impegnato”, e invece cercano di restare aderenti alla loro identità, con una canzone romantica. Carini.

Voto: 6

***

MOTTA

Dov’è l’Italia

(Francesco Motta)

Tra gli emergenti (come stile) a Sanremo anche Motta, che porta in scena un brano scritto, racconta Baglioni “a Lampedusa o Linosa, non ricordo”. “Dov’è l’Italia, amore mio, mi sono perso anche io”, il ritornello, in quello che sembra essere il testo finora più poetico. Originale.

Voto: 7

Loredana Bertè (Ansa)
Loredana Bertè (Ansa)

LOREDANA BERTÈ

Cosa ti aspetti da me

(Gaetano Curreri, Gerardo Pulli, Piero Romitelli)

Ottima prova vocale per la Bertè, forte, rock, per quanto lo consenta il palco del Festival. Radiofonica, non c’è dubbio, ma da Loredana ci aspettavamo di più.

Voto: 5

***

ENRICO NIGIOTTI

Nonno Hollywood

(Enrico Nigiotti)

Nigiotti lo conosce bene chi lo ha visto vincere puntata dopo puntata a X Factor, con la sua chitarra e la faccia da bravo ragazzo. A Sanremo porta una canzone tutta sua, dedicata al nonno e ai giovani di oggi, sempre più globalizzati e orfani dei grandi padri. “Si parla più l’inglese che i dialetti nostri”. Molto sentimentale, ma se vi piace il genere…

Voto: 5

***

IRAMA

La ragazza con il cuore di latta

(Irama, Giuseppe Colonnelli, Andrea Debernardi, Giulio Nenna)

Bravo Irama, strofa precisa con quel tocco di parlato. In un crescendo racconta la storia di Linda, violentata dal padre. A tratti didascalica, forse, bocciato il rumore del battito del cuore quando scopriamo che la sventurata protagonista della canzone: “Linda è cresciuta con un cuore che non batte a tempo, ma adesso dentro la sua pancia batte un cuore in più”. Anche meno.

Voto: 6

***

GHEMON

Rose viola

(Ghemon, Zef)

Bellissimo stile per Ghemon a Sanremo con rime curate e raffinate. Sfoggia una certa eleganza nel ritornello, con le sue “rose viola stese sulle lenzuola, come tutte le notti in cui te ne stai da sola”. Il suono resta impresso per molto tempo in testa. Wow.

Voto: 8

***

IL VOLO

Musica che resta

(Emilio Munda, Piero Romitelli, Antonio Carozza, Pasquale Mammaro, Gianna Nannini)

Il Volo ci sorprende con un brano in cui appaiono meno lirici del solito. Non sembrano neanche loro, mai stati così pop. Anche se il crescendo di orchestra e l’acuto finale, alla fine, ti costringono comunque a implorare: basta.

Voto: 6

Angelica D’Errico

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata

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