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Il regista Konchalovskij a Sassari: "I russi e gli italiani fanno cinema, gli americani il luna park"

il regista russo andrej konchalovskij
Il regista russo Andrej Konchalovskij

"Gli americani fanno cinema con tanta azione, tante immagini e rumori, ma sono immagini senza valore, servono solo a far divertire o spaventare, ma non a riflettere. La vita di qualsiasi persona, se la sai raccontare, è più interessante della fantasia".

Sono lontani e quasi rinnegati quegli anni '80 negli Usa col successo dei film d'azione come "A 30 secondi falla fine" con Jon Voght e "Tango & Cash" con Sylvester Stallone e Kurt Russell.

Il russo Andrej Konchalovskij spiega con una battuta: "Le nostre cellule si rinnovano ogni sette anni, come regista sono cambiato già quattro volte. Alcune delle cose che ho fatto me le ricordano gli altri".

La fase attuale è apprezzata soprattutto dal festival di Venezia: tre Leone d'argento per "Dom Durakov-La casa dei matti", "Le notti bianche del postino" e "Paradise".

È decisamente europeo il figlio dello scrittore Sergej Michalkov e fratello del regista Nikita Michalkov ("Oci Ciornie") e sprigiona compiaciuto tutto il suo amore letterario, artistico e cinematografico per la madre Russia e l'Italia, dove ha vissuto e viene spesso volentieri.

Come accaduto a Sassari per ritirare il premio alla carriera assegnatogli dal Sardinia Film Festival.

Sta girando in Italia "Il peccato" su Michelangelo, perché questo tema?

"Mi piace il soggetto, di più non posso dire su ordine del produttore. Voi in Italia avete grandi artisti, anche in Parlamento (e ride, ndr). Di film sul passato ne ho visti molti, c'erano i costumi ma non il profumo del Rinascimento, quello che voglio si senta nel film".

Ultimamente utilizza molti attori non professionisti, perché?

"I volti per il cinema sono ormai selezionati e alla fine non sono reali. Il cinema ha una possibilità di essere documento-verità e quindi mi piacciono visi di gente comune, che esprimono qualcosa. Voi con la grande tradizione del Neorealismo e De Sica lo sapete bene".

Vale più la storia o come la si racconta?

"Potrei fare un film su ognuno di voi. Non importa che sia Michelangelo o un pizzaiolo o un calzolaio. Non esistono storie noiose, esistono narratori bravi o noiosi".

Oggi le immagini sono dappertutto, anche in pc e cellulari, cosa pensa?

"C'è una diarrea di immagini (lo usa due volte questo termine, ndr) e la maggior parte sono inutili. L'abilità è nel selezionare le immagini. Conta la qualità, non la quantità. Da giovane volevo vedere i cinema pieni, oggi gli americani danno valore al film solo in rapporto all'incasso, ma non credo che film come Batman e Spiderman e altri abbiano valore. Io dopo i 70 anni ho capito che conta la qualità delle immagini, non la quantità o l'azione. Anzi, il valore è la capacità di indurre un silenzio di riflessione nello spettatore".

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