SALUTE

Il caso

Curcuma negli integratori, aumentano gli intossicati: verifiche in corso sui prodotti

L'ipotesi è di una partita di materia prima contaminata
immagine simbolo (ansa)
Immagine simbolo (Ansa)

Sono arrivati a 10 i casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di integratori alimentari a base di curcuma.

A renderlo noto sul proprio sito è il Ministero della Salute, che specifica anche come i casi siano associati al consumo di alcuni prodotti:

- Curcuma 95% Maximum lotto 18L264 scadenza 10/2021 prodotto da EKAPPA LABORATORI srl per conto di Naturando S.r.l.

- Curcuma complex B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop

- Tumercur Sanandrea

- MOVART Scharper SpA stabilimento a Nichelino

- Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta

- Curcuma "Buoni di natura" Colfiorito.

L'invito ai consumatori, a titolo precauzionale, è di sospendere momentaneamente l'assunzione dei prodotti, mentre sono in corso le verifiche da parte delle autorità sanitarie.

Dal momento che i casi sembrano essersi verificati con prodotti di ditte differenti, "una delle ipotesi attualmente allo studio - spiega in una nota la Regione Toscana, dove si sono verificati 4 dei 10 casi segnalati al Ministero - è che questi possano essere stati realizzati con una materia prima comune contaminata con sostanze epatotossiche".

(Unioneonline/v.l.)

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