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Il pediatra: "Troppi compiti a casa per Pasqua, sì alla disobbedienza civile"

In vista del lungo ponte pasquale sono molti i docenti che hanno caricato gli alunni di compiti
immagine simbolo (foto da pixabay)
Immagine simbolo (foto da pixabay)

Tra Pasqua, 25 aprile e primo maggio gli alunni italiani sono alla vigilia di una lunga pausa scolastica. E, nella maggior parte dei casi, i compiti assegnati per non perdere il "ritmo" sono davvero molti.

"Maestri e professori, a quanto apprendo, hanno caricato i ragazzi di compiti", spiega all'Adnkronos il pediatra Italo Farnetani, ordinario alla Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta.

"Ebbene, non mi stancherò mai di dirlo: è inutile pretendere che i giorni di vacanza siano utilizzati per temi, versioni, tesine e problemi di geometria. È vero, i ponti non favoriscono l'apprendimento, ma non è certo colpa dei ragazzi. È perfettamente inutile mettersi a fare i compiti tra un pranzo di Pasqua e una visita a nonni e zii, o ancora peggio doversi portare lo zaino carico di libri in viaggio".

"Ecco perché, aggiunge, invito gli alunni alla 'disobbedienza civile'". E i genitori a firmare corpose giustificazioni.

Il dottor Farnetani da anni si batte contro i compiti delle vacanze. "Sono inutili, e lo dice anche la cronobiologia: gli orari migliori per lo studio sono dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 17, ebbene sfido io a trovare il tempo da dedicare ai compiti nei giorni di vacanza e in questi orari, mentre si sta in famiglia, in agriturismo o si visita una città d'arte insieme ai genitori. Inoltre quest'anno la Pasqua è alta: è arrivata più tardi del solito, e i ragazzi sono davvero stanchi. Un motivo in più per sfruttare le giornate appieno, riposandosi ma anche giocando all'aperto, passando del tempo in famiglia e con gli amici: pause fondamentali per ricaricarsi in vista degli ultimi sforzi scolastici".

(Unioneonline/v.l.)

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