POLITICA

"A Cagliari le migliori linguine della mia vita. Han? Sbagliato darlo in prestito". Razzi si confessa

antonio razzi nato a giuliano teatino in abruzzo nel 1948
Antonio Razzi è nato a Giuliano Teatino, in Abruzzo, nel 1948

Ha trascorso parte delle vacanze estive in Corea del Nord. Ora è tornato in Italia, ma ha già pronte le valigie per ritornare a Pyongyang, dal suo "amico" Kim Jong-un in occasione della festa nazionale del 9 settembre.

Personaggio controverso, “pane al pane” e senza peli sulla lingua, dopo tre legislature da parlamentare lo scorso marzo, suo malgrado, non è stato ricandidato. Adesso, tra un viaggio in Asia e l’altro, si dedica alla televisione, con un programma tutto suo.

Stiamo parlando di Antonio Razzi, ex senatore di Forza Italia, diventato - anche grazie alle imitazioni di Maurizio Crozza - un personaggio familiare, nel bene e nel male, per il pubblico italiano.

L’Unione Sarda.it lo ha intervistato, a tutto campo. Dal calcio alla politica, dal suo passato di emigrato al suo feeling con il leader nordcoreano, senza dimenticare il suo rapporto con l'Isola.

Razzi, lo sa che il Cagliari ha deciso di ridare in prestito il gioiello nordcoreano Han al Perugia?

"Eh, lo so sì. E sono molto deluso".

Perché?

"Perché è un fenomeno! Il presidente doveva tenerselo stretto, visto che in Serie A poteva fare non bene, ma benissimo. Tanto che lo voleva persino la Juventus. Con Marotta siamo amici e qualche tempo fa gli ho detto: ‘Giusè, questo non fartelo scappare...".

Si dice che debba fare ancora esperienza...

"L'aveva già fatta l’anno scorso, sempre al Perugia. Ha pure segnato contro il mio Pescara. Per me era pronto per restare in A, nel calcio che conta. E poi con un mister come Maran sarebbe cresciuto ancora. Invece si è deciso per il prestito. Ora che riparto per la Corea dovrò spiegarlo agli alti funzionari di Kim. Ci tenevano tanto a vederlo nella massima serie...".

Insieme ad Han
Insieme ad Han

Di nuovo in Corea: quanti viaggi ha fatto a Pyongyang?

"Questa sarà la tredicesima volta. Sarò sul palco d’onore durante la grande parata militare per la festa nazionale".

Che tipo è Kim Jong-un?

"Una persona simpaticissima. Ama divertirsi, stare in mezzo ai giovani, gli piace la musica e anche lo sport, in particolare il calcio, soprattutto quello italiano. È orgoglioso che Han giochi qui da noi”.

Per che squadra tifa?

"Per l’Inter, almeno così mi hanno detto. Una passione nata quando studiava a Berna, in Svizzera, e andava spesso a San Siro a vederla giocare".

Insomma, un personaggio molto diverso rispetto a ciò che si pensa…

"Io l'ho sempre detto. Per anni sono andato in giro a dire che non era un guerrafondaio, che si poteva dialogare. Mi hanno preso tutti per il c..o. Ma io me ne sono sempre fregato e da senatore ho sempre continuato a mediare per fargli fare un accordo con l'Occidente. E alla fine è arrivata la pace con l’America".

Merito anche suo?

"Certo. Sono stato l'unico europeo ad essere accolto a Pyongyang da amico quando tutti non volevano saperne".

In aeroporto, di ritorno dalla Corea
In aeroporto, di ritorno dalla Corea

Che rapporto ha, invece, con la Sardegna?

"Ci sono stato molte volte, a Oristano e anche Cagliari, dove ho mangiato le linguine allo scoglio più buone della mia vita. I sardi sono un popolo squisito, fiero, genuino, 'capatosta' come noi abruzzesi. Di sardi ne ho conosciuti tantissimi quando ero emigrato in Svizzera. Con molti di loro siamo rimasti in contatto".

Lei ha conosciuto da vicino l'emigrazione. Ma anche oggi molti giovani lasciano l’Italia. Che differenza vede rispetto al passato?

"Ai miei tempi, cioè negli anni Sessanta, si usciva dall’Italia senza niente. Non avevamo una qualifica e non parlavamo manco una lingua. Al massimo avevi la quinta elementare. Quando sono arrivato nella Svizzera tedesca sembrava che venivo dalla luna. Oggi invece i giovani che se ne vanno hanno un diploma o la laurea e sanno almeno due lingue".

Cosa si sente di dire ai ragazzi che partono?

"Che fanno bene e che non devono preoccuparsi. E poi che stando fuori impareranno ad apprezzare la loro Italia, come quando si fa con la madre o il padre quando sei lontano".

In Senato
In Senato

È ancora arrabbiato per non essere stato ricandidato da Forza Italia?

"Dicendo di no direi una cazz..ta. Quello che hanno fatto è vergognoso, anche perché stavo lavorando bene".

Pensa che a renderla impresentabile siano state le polemiche per il famoso video dei vitalizi e tutte le cose sottolineate nelle imitazioni di Crozza?

"No. Penso che sia tutto figlio dell’invidia e della gelosia dei miei ex colleghi di partito. Una vergogna. Fossi in loro mi metterei una maschera".

Nessuna solidarietà?

"Da poca gente. Ad esempio il senatore sardo Floris. Uno dei pochi che si è detto dispiaciuto".

L'imitazione di Maurizio Crozza
L'imitazione di Maurizio Crozza

Berlusconi l’ha sentito?

"Prima lo sentivo spessissimo. Mi chiamava lui, una volta pure prima di entrare in sala operatoria. Poi all’improvviso basta. Allora ho iniziato a chiamarlo io. Da ottobre 2017 a oggi avrò telefonato alla sua segreteria cinquanta volte. 'Sì, sì la faccio richiamare'. Invece niente. Vuoi farmi fuori? Va bene, ma almeno dimmelo in faccia. Io quando ero capo operaio in Svizzera e dovevo dare brutte notizie ai miei uomini tiravo fuori le p...e, li chiamavo e gli dicevo tutto. Un peccato, perché avevo ancora molto da dare come parlamentare...".

Ad esempio?

“Ad esempio volevo andare in Venezuela a trattare con Maduro, come ho fatto con Kim”.

E non può andarci lo stesso?

"Eh no, da parlamentare è diverso, sei più tutelato, più protetto".

Cosa avrebbe detto a Maduro?

"Che è ora di smetterla e che deve iniziare a dialogare pure lui, se no il suo popolo morirà di fame. In Venezuela vivono pure 130mila italiani. Non li può affamare o fott..e la pensione. Lì c’è pure mio fratello: ho dovuto mandargli io dei soldi perché non ce la fa ad andare avanti".

Con Silvio Berlusconi
Con Silvio Berlusconi

Quindi dirà basta alla politica?

"Con Forza Italia mi sa proprio di sì. Anche perché non è che andranno molto lontano. A parte un 7-8% che garantisce Berlusconi, gli altri cosa vuoi che portino a casa ormai? Tra quelli che ci sono adesso potrei andare solo con Salvini. Oppure fondare un partito tutto mio. Mi voterebbero in tanti, pure in Sardegna. Ma per fondare un partito nazionale ci vogliono tanti soldi, dove li prendo?".

Come le sembra il nuovo governo?

"Sono dei ragazzi, con molto da imparare. Auguro loro ogni bene, ma a volte sembra che fanno acqua da tutte le parti. Devono imparare ad essere più ‘patriottisti’ e coraggiosi".

Durante un'esibizione in tv
Durante un'esibizione in tv

Cosa vede nel suo futuro?

"Continuerò a lavorare, come ho sempre fatto nella vita. Il 17, intanto, ricomincia il mio programma sul Nove. 'Razzi vostri', dal lunedì al venerdì alle 21.20. Dura solo 7 minuti, quindi tranquilli: non c’è il rischio di annoiarsi”.

Luigi Barnaba Frigoli

(Unioneonline)

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