POLITICA

Mattarella e gli spari alla bimba rom: "No al Far West e alla barbarie"

"Mi ha molto colpito un fatto di cronaca di questi giorni. L'Italia non può somigliare a un Far West dove un tale compra un fucile e spara dal balcone, colpendo una bambina di un anno, rovinandole la salute e il futuro. Questa è barbarie e deve suscitare indignazione". Parole dure, calibrate, che non lasciano scanso a equivoci quelle del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della cerimonia di consegna del Ventaglio da parte dell'Associazione Stampa parlamentare.

Il Capo dello Stato si riferisce ovviamente alla bambina rom di 13 mesi ferita nei giorni scorsi a Roma, che rischia di restare paralizzata a vita.

Un lungo discorso quello dell'inquilino del Colle, che ha citato Manzoni e toccato diversi temi: dal Web ai migranti, dall'Europa alla Costituzione.

INTERNET - "Siamo tutti consapevoli naturalmente che ci sono usi distorti talvolta allarmanti del Web. Toni da rissa che rischiano di seminare nella società i bacilli della divisione e del pregiudizio. Sta a chi opera nelle istituzioni politiche ma anche nel giornalismo non farsi contagiare da questo virus ma contrastarlo, farne percepire a tutti i cittadini il danno che ne deriva per la convivenza".

MIGRANTI E UE . "Sessantacinque milioni di profughi nel mondo danno la misura di un fenomeno epocale. Tante volte l'Italia ha chiesto all'Ue responsabilità, e leggiamo finalmente segnali positivi da parte di diversi Paesi dell'Unione. Serve un piano per governare il fenomeno e non subirlo". E ancora, più specificamente sull'Ue: "Deve esprimere con vigore il proprio ruolo. O gli europei ritrovano le ragioni del rilancio dell'Unione o è prevedibile un declino del continente".

MANZONI - Poi la citazione di Manzoni: "L'Italia non diventerà quello che con grande efficacia descrive Manzoni nel 32esimo capitolo dei Promessi Sposi a proposito della peste. 'Il buon senso c'era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune'. La Repubblica vive dell'esercizio della responsabilità da parte di ciascun cittadino. Ognuno faccia uso dei suoi diritti e adempia ai suoi doveri, e questo vale anche per me che sono anzitutto chiamato a rappresentare l'unità del Paese".

LA GUERRA DEI DAZI - "Vengono ogni tanto preannunziate guerre commerciali. Queste, nel corso del tempo, hanno spesso condotto ad altro genere di guerre. Affiorano, talvolta, concezioni e pulsioni proprie dell'800 e della prima parte del '900. Seduzioni che sembrano rimuovere le lezioni della storia. La reputazione di un Paese ordinato, bene amministrato, coeso, è un bene comune, collettivo. Indisponibile. Sottratto a interessi di parte perché costruito, nel tempo, con il contributo del nostro popolo".

IMPARZIALITÀ NEI RUOLI PUBBLICI - "A me compete ricordare, a ciascuno, il rispetto del principio di concorrere all'ordinato funzionamento degli organi istituzionali. Le finalità sono tracciate con chiarezza nella Costituzione e verso di esse devono convergere le pubbliche amministrazioni, nell'imparzialità della loro funzione diretta a servizio di tutti i cittadini".

(Unioneonline/L)

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