POLITICA

Quei 7 giorni in cui il Pd si gioca tutto. Salvini: "L'accordo con M5S? Una presa in giro"

maurizio martina e matteo renzi (foto d archivio)
Maurizio Martina e Matteo Renzi (foto d'archivio)

Sette giorni.

È il tempo che ha a disposizione il Pd per trovare l'accordo che spiani la strada al contratto di governo con il Movimento 5 Stelle, dopo la fine delle trattative con il centrodestra.

Il Partito, all'indomani della seconda tornata di consultazioni dal presidente della Camera Roberto Fico, è spaccato in due: i renziani, che hanno alzato un muro (invalicabile?) sull'accordo con i grillini e sono per l'opposizione assoluta, lì dove l'hanno relegato gli elettori del 4 marzo. E i mediatori, che invece puntano a una trattativa con i 5 Stelle e a un compromesso con i vertici più intransigenti.

È questa delegazione, guidata dal segretario reggente Maurizio Martina e da Dario Franceschini, che dovrà lavorare sodo in questa settimana, in vista della Direzione Nazionale convocata per il prossimo 3 maggio.

Se il dialogo dovesse fallire, potrebbe aprirsi per il Pd il baratro: il voto anticipato, che consegnerebbe i Dem a uno scenario disastroso e una crisi senza precedenti.

Ecco perché, dicono i retroscenisti, Renzi sta pensando di scendere dal piedistallo e acconsentire a un accordo. Ma in tal caso dovrebbe essere lui a prendere in mano la situazione, sfiduciando di fatto il reggente Martina.

L'ipotesi più probabile ora è quella di un tavolo programmatico gestito a livello parlamentare con i capigruppo, da Graziano Delrio ad Andrea Marcucci. Renziani di ferro, per la cronaca.

SALVINI: "UNA PRESA IN GIRO" - "Le percentuali di un governo tra Pd e Cinque Stelle sono pari a zero, perché è un accordo contro natura e soprattutto una presa in giro agli italiani".

Così il leader della Lega Matteo Salvini a Spilimbergo, in provincia di Pordenone, in Friuli Venezia Giulia dove la prossima domenica si terranno le regionali: "Fossi un elettore dei Cinque Stelle avrei o problemi o vergogna: però ognuno fa le proprie scelte".

"Dicono che lascerò Berlusconi? Non è vero che accadrà - ha concluso -. Non vedo perché dovrei cambiare idea ogni quarto d'ora: non faccio come Renzi o Di Maio. Mi presento alle elezioni con una squadra e vado avanti con quella squadra".

(Unioneonline/D)

IL MANDATO DI FICO:

M5S: "OK AL DIALOGO"

MARTINA: "PASSI IN AVANTI"

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