POLITICA

Grillo contro Mattarella: "Negò uranio"
Scalas: "Falso, rese pubblici anche i dati"

Il blog di Beppe Grillo pubblica un lungo post in cui si accusa Sergio Mattarella di aver negato, quando era ministro della Difesa, la presenza di uranio impoverito nei proiettili usati dalla Nato in Kosovo e nei Balcani. Sulla polemica interviene il colonnello cagliaritano Scalas, allora portavoce del comando italiano.
il post sul blog di grillo
Il post sul blog di Grillo

"Ho avuto occasione di incontrare il candidato di Renzi al Quirinale, Sergio Mattarella - si legge nel post del giornalista Lorenzo Sani - quando questi era ministro della Difesa del governo Amato. Lavoravo da qualche mese sulla vicenda dell'uranio Impoverito e sull'impressionante numero di leucemie linfoblastiche acute e linfomi tra i nostri militari che erano o erano stati in missione nei Balcani, soprattutto in Bosnia, ma non solo. Sergio Mattarella negò a più riprese il possibile nesso tra l'insorgere delle patologie e il servizio. Negò che la Nato avesse mai utilizzato proiettili all'uranio impoverito (DU, Depleted Uranium), tantomeno che questo fosse contenuto nei Tomahawk (missili) sparati in zona di guerra dalle navi Usa in Adriatico". "Insomma, Mattarella, candidato di Renzi al Quirinale, - prosegue - negò su tutta la linea. Negò pure ciò che era possibile reperire nei primi giorni di internet sugli stessi siti della Difesa Usa, che magnificava l'efficacia degli armamenti al DU e dettava, contestualmente, le precauzioni sanitarie da adottare in caso di bonifica: protocolli di sicurezza molto rigidi, che prevedevano l'utilizzo di tute, guanti e maschere protettive, per svolgere il lavoro che invece a mani nude e senza protezioni facevano i nostri soldati. I quali, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi e morire...".

L'INTERVENTO DI SCALAS - Il colonnello cagliaritano Gianfranco Scalas che negli anni a cui si riferiscono le accuse mosse da Grillo fu portavoce del comando italiano precisa: "Nel novembre del 2000, durante la conferenza stampa di cui avevo gestito l'organizzazione a Pec (Kosovo), l'allora ministro disse a chiare lettere alla stampa italiana che in Bosnia e anche in Kosovo erano stati usati proiettili a uranio impoverito. Fornì anche i dati allora noti". "Dopo tale comunicazione - prosegue - fu avviata dallo stesso ministro Mattarella una commissione di indagine sui casi sospetti".

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