POLITICA

Tensione Lega-M5S

Di Maio frena: "Escludo una crisi di governo". Il premier: "Nessun rimpasto"

E sul caso Russiagate il pentastellato: "Non ho sospetti su Salvini"

"Escludo una crisi, sono dinamiche di governo con due forze politiche diverse".

Ospite ad "Agorà Estate", Luigi Di Maio cerca di stemperare la tensione all'interno dell'esecutivo, dopo le parole dure del ministro dell'Interno Matteo Salvini che ieri aveva dichiarato che la fiducia con i Cinque Stelle si è rotta "anche a livello personale".

Alla base delle esternazioni del leader della Lega l'irritazione per il voto dei grillini che ha assicurato l'elezione di Ursula vonderLeyen alla presidenza della Commissione europea.

"Portiamo soluzioni ai cittadini e non problemi. Ogni volta cerco sempre di trovare un'intesa e una mediazione per gli italiani", ha affermato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, tendendo una mano all'alleato.

E ancora: "È auspicabile che oggi ci parliamo e ci vediamo: è giusto che con Salvini ci incontriamo, ci chiariamo e andiamo avanti, perché c'è il Consiglio dei ministri ed il tavolo sulle Autonomie".

Il segretario del Carroccio ha però già dichiarato che non sarà presente agli incontri istituzionali di oggi: "Non vado al Consiglio dei ministri e neanche al vertice sulle Autonomie. Il venerdì lo dedico ai figli e non a Di Maio".

Il leader del M5S ha parlato infine di un altro tema che nei giorni scorsi è stato terreno di scontro all'interno della maggioranza, quello relativo al caso dei presunti finanziamenti di Mosca al Carroccio.

"Se avessi sospetti su Salvini non sarei al governo", ha affermato di Di Maio ricordando che il ministro dell'Interno ha fatto sapere che "prima del 24 andrà in Parlamento", e annunciando una Commissione di inchiesta sui fondi avuti da tutti i partiti: "incluso il nostro", ha precisato.

IL PREMIER CONTE - "Dopo la pausa della competizione elettorale europea nessuno dei ministri mi ha mai prospettato la possibilità di un rimpasto, di una ricomposizione della squadra di governo", ha assicurato il premier Giuseppe Conte.

"C'era da completare la squadra e avevo posto la condizione prima di terminare la procedura d'infrazione, risultato fondamentale. Avevo anticipato a Di Maio e Salvini che un attimo dopo la chiusura della procedura avremmo completato la squadra e così è avvenuto. Per il resto non mi è arrivata nessuna richiesta".

(Unioneonline/F)

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