POLITICA

da torino

Renzi: "Orgoglioso dei miei genitori. Vogliono impiccarmi, ma non ho paura"

Prima uscita pubblica dell'ex leader Pd dopo gli arresti domiciliari del padre e della madre: "M5S e Lega stanno già implodendo"
renzi a torino (ansa)
Renzi a Torino (Ansa)

"Sono fiero e orgoglioso di esser figlio di Tiziano Renzi e Laura Bovoli perché non ho niente di cui vergognarmi, perché conosco i fatti".

Così Matteo Renzi, dal palco di Torino, nel corso della presentazione del suo libro "Un'altra strada", prima uscita pubblica dopo che i suoi genitori, acusati di bancarotta e false fatturazioni, sono stati posti agli arresti domiciliari.

Davanti a una platea gremita, il senatore del Partito democratico ha parlato, più che del suo libro, di ciò che è accaduto negli ultimi giorni.

"Non mi faccio impaurire da questa gente qui. Non ci faranno tacere", ha detto riferendosi al senatore del Movimento 5 Stelle Giarrusso che, all'indomani del provvedimento nei confronti dei suoi genitori, nel corso della protesta del Pd a seguito del voto contrario all'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini per il caso Diciotti, ha fatto il gesto delle manette all'indirizzo dei parlamentari dem.

"A uno che vuole tagliarmi la testa - ha aggiunto - rispondo che ho chiesto al gruppo Pd del Senato di intervenire in aula perché non mi faccio impaurire", ha ribadito l'ex premier, annunciando anche querele.

E la prima l'ha firmata proprio a Torino: "È per Marco Travaglio", ha annunciato.

E ancora: "Qualcuno si aspettava da me parole di rabbia. In tanti speravano in un mio fallo di reazione. Vi dico: 'Non perdete tempo con il rancore'. Gli ex amici che sono scesi dal carro non meritano neanche la vostra stima, riservate loro una genuina indifferenza".

Ancora, Renzi ha aggiunto che che "gli avversari politici non hanno noi come rivali, hanno la realtà".

Poi la stoccata alle forze di governo: "I 5 Stelle stanno già implodendo, la prossima implosione toccherà alla Lega: non pensate che questo gigante dai piedi di argilla possa tornare al nord se dice no alla Tav. Fanno da soli non hanno bisogno della nostra rabbia".

Infine, il futuro: "Quando toccherà a noi non penseremo a vendicarci. Non sta nel nostro dna. Anche perché ci lasceranno un paese nelle macerie come 5 anni fa e toccherà a noi ancora una volta portarlo fuori dal fango".

(Unioneonline/l.f.)

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