POLITICA

l'intervista

Giorgia Meloni: "Mi vergogno di un ministro che considera la Tav un buco"

La leader di Fratelli d'Italia critica aspramente il Ministro delle Infrastrutture e auspica per l'Isola una continuità territoriale ampia, con tariffe più basse e senza barriere tra sardi e non residenti
giorgia meloni e paolo truzzu nel corso di un incontro pubblico a cagliari (foto fb)
Giorgia Meloni e Paolo Truzzu nel corso di un incontro pubblico a Cagliari (foto Fb)

Carismatica, energica e battagliera.

Il risultato del voto in Abruzzo, che ha proclamato presidente Marco Marsilio, esponente di Fratelli d'Italia sostenuto dal centrodestra, ha sfiorato il 50% dei consensi grazie anche all'exploit del partito di Giorgia Meloni, oggi a Cagliari in vista della conferenza stampa congiunta in appoggio a Christian Solinas, sostenuto da Lega, Forza Italia e da altre 9 liste compreso Fratelli d'Italia.

Con lei, al tavolo del THotel, ci saranno anche Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

Da oltre 25 anni in politica, viene eletta per la prima volta nel 1998 consigliere della Provincia di Roma per Alleanza Nazionale, rimanendo in carica fino al 2002.

Nel 2006, a 29 anni, viene eletta alla Camera dei deputati nella lista di Alleanza Nazionale nel collegio Lazio 1, divenendo la più giovane donna parlamentare della XV Legislatura.

Dal 2006 al 2008 è una dei vicepresidenti della Camera dei Deputati.

Nel 2008, poco dopo l'insediamento della XVI Legislatura, diventa, a soli 31 anni, Ministro per la Gioventù del Governo Berlusconi.

Un crescendo di successi e di impegno in prima linea fino alla fondazione, con Ignazio La Russa e Guido Crosetto, di Fratelli D'Italia. Il suo impegno politico inizia a 15 anni aderendo al Fronte della Gioventù. È stata il più giovane ministro donna della Repubblica e fin da giovanissima ha sempre lavorato per pagarsi gli studi, i viaggi e la politica.

Si può dire che Giorgia Meloni si sia fatta da sola?

"Decisamente sì. Sono sempre stata abituata a lavorare per ottenere i risultati e sono contenta di essere riuscita. Avevo tanti sogni. Volevo fare l'interprete traduttore, perché ho studiato lingue, in alternativa la cantante, ma non avevo la voce, o ancora la giocatrice di pallavolo, ma non avevo l'altezza. C'era la passione per la politica che ho coltivato fin da subito come hobby e alla fine ha prevalso su tutto senza essere una vera e propria professione perché non ho mai considerato la politica una professione e non penso debba mai diventarlo. Quando si inizia a dipendere dalla politica si smette di fare politica perché manca l'elemento fondamentale che è la libertà".

Alle scuole superiori ha fondato il coordinamento studentesco "Gli Antenati" ed è stata responsabile nazionale di "Azione Studentesca". In quegli anni ha contestato la riforma dell'istruzione dell'allora ministro Rosa Russo Iervolino. Come è cambiata la scuola in Italia da allora?

"Non necessariamente in meglio. Sono intervenute diverse riforme ma è palese un'assenza di attenzione nei confronti della scuola, in generale, da parte della classe dirigente. E la possibilità, e potenzialità, di fare delle riforme di tipo organico ancora sfugge. Bisogna affrontare l'argomento in maniera strutturale avendo il coraggio di investire risorse nell'edilizia perché senza strutture adeguate al tipo di scuole che servono oggi è molto difficile creare quelle stesse scuole che il mercato del lavoro richiede. Penso che la Buona Scuola di Renzi abbia creato solo danni e macerie. È necessario avere il coraggio di porsi il problemi che i nostri ragazzi, costretti a competere su un piano europeo se non addirittura globale, entrano nel mercato del lavoro più tardi dei giovani delle altre Nazioni. Questo elemento fa si che al più presto ci si interroghi se non sia il caso di attivare quanto prima il ciclo del Liceo su base quadriennale".

Lei è la prima firmataria della legge sull'introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi, i seggiolini salva-bebè, approvata lo scorso mese di ottobre. Un provvedimento illuminato su una problematica di vita quotidiana. Come è nata questa sua idea? La maternità ha influito?

"Certamente si, la maternità ha influito moltissimo su tutte le vicende che riguardano i bambini.

Da quando sono diventata mamma questa mia sensibilità, che già era molto elevata, è ora una priorità assoluta. La questione dei bambini che muoiono in auto perché vengono dimenticati dai genitori strazia il cuore di qualunque essere umano, non c'è bisogno di essere mamma. Mentre un cittadino comune può solo inorridire davanti ad un simile evento, io da parlamentare della Repubblica avevo la possibilità di offrire un contributo concreto per risolvere il problema. Mi è venuta in mente questa proposta perché, avendo una macchina automatica, mi sono resa conto che l'autoveicolo non ti permette la chiusura senza prima aver impostato il cambio in modalità parcheggio. Dimenticando di compiere questo semplice gesto, si attiva il clacson e lo smemorato automobilista è costretto a rimediare. Ma, mi sono detta, se si può fare per il cambio perché non adottare lo stesso sistema d'allarme se c'è un bambino seduto dietro nel seggiolino? E così ci siamo messi a lavorare ad una proposta in questo senso coinvolgendo le altre forze politiche.

Sono molto fiera di esserci riuscita perché è stata approvata all'unanimità tra l'altro con un percorso semplificato in base a ciò che consentono i regolamenti di Camera e Senato. È stata la prima legge di iniziativa parlamentare approvata in questa legislatura e sono molto orgogliosa che porti il mio nome.

Il tema dei bambini che muoiono di asfissia così piccoli per colpa di una patologia che si chiama amnesia dissociativa è allarmante ed in continua crescita".

Giorgia Meloni a Videolina
Giorgia Meloni a Videolina

Lei è l'unica leader donna tra i grandi partiti nazionali. Crede più nelle quote rosa o nelle qualità individuali?

"Sono assolutamente contraria alle quote rosa, lo dico da donna e da segretario di partito. Non sono meritocratiche e non favoriscono il valore e le qualità delle donne. Però bisogna lavorare per consentire alle donne di non essere discriminate a monte. Siamo in una società che da una parte costringe le donne ad occuparsi di tutto e dall'altra te lo fa pagare. Fu memorabile la mia campagna elettorale da Sindaco col pancione: qualcuno mi diceva di stare a casa a fare la madre. Io ho dimostrato che si possono fare entrambe le cose, la mamma e l'impegno politico. E anche tante donne, lavoratrice e mamme, fanno lo stesso ogni giorno. Però sui servizi siamo molto carenti, così come sul tema degli asili nido, della conciliazione dei tempi di lavoro, del sostegno alle famiglie in cui lavorano sia il padre che la madre.

In quest'ultimo caso uno dei due lavora solo per pagare lo stipendio a chi guarda il bambino.

C'è qualcosa che non funziona. La sfida non sono le quote, ma mettere le donne nella condizione di competere ad armi pari. Fatto questo, che è imprescindibile, vadano avanti sulla base del merito e non delle quote".

Giorgia Meloni e Paolo Truzzu nel corso di un incontro pubblico a Cagliari (foto Fb)
Giorgia Meloni e Paolo Truzzu nel corso di un incontro pubblico a Cagliari (foto Fb)

Il centrodestra, da solo, non ha i numeri per raggiungere la maggioranza, in particolare alla Camera. Oltre a elezioni anticipate, che creano instabilità e infondono preoccupazione tra gli investitori destabilizzando le borse, ci sono scenari alternativi al governo Lega-Ciquestelle per andare al voto, a scadenza naturale, nel 2023?

"Un'alternativa è molto difficile ed in ogni caso non dipende solo da me. In caso di rottura dell'alleanza Lega-Cinque Stelle bisognerebbe tornare al voto anche perché io non sono mai stata una grande sostenitrice dei Governi che si reggono sui voti dei voltagabbana".

L'Italia è il Paese nel quale è possibile che si inizi un progetto e in corso d'opera si possa annullare pagando penali salatissime. Il caso TAV è emblematico ma ci sono esempi anche in Sardegna. Nel concreto come si può risolvere questa grave anomalia che scoraggia gli investitori con ricadute pesanti sull'occupazione in particolare nel settore edilizio ed in quello turistico?

"Nel concreto è un problema di mentalità. Se sono stati sottoscritti dei contratti sono anche previste le penali in caso di rescissione. Se c'è qualcuno disposto a pagare indennizzi e penali purtroppo è possibile tornare indietro da quegli stessi contratti. Qualunque contratto funziona così. Il problema è non avere i 5 Stelle al Governo perché altrimenti non si potrà fare assolutamente nulla. Mi vergogno di un Ministro delle Infrastrutture che definisce la TAV un buco per arrivare a Lione non rendendosi conto che il tema della TAV non è arrivare a Lione. Costruire il pezzetto di alta velocità che manca, significa collegarsi a tutta l'intermodalità europea e a tutto il commercio mondiale. Per cui se l'Italia non farà la TAV rimarrà esclusa, nei prossimi anni, dalle maggior parte delle rotte del commercio europeo e mondiale. E questo sarà un danno enorme per l'economia e l'occupazione soprattutto per i giovani".

Lei è romana ma di origini isolane, padre sardo e madre siciliana. Spesso la Sardegna è irraggiungibile, in alta stagione turistica ed in corrispondenza delle festività. La continuità territoriale è a singhiozzo. Cosa si può fare per garantire a sardi e non il diritto di potersi spostare con serenità e a costi contenuti?

"Bisogna rivedere il piano sulla continuità territoriale. Le novità introdotte dalla Regione rischiano di isolare ancora di più la Sardegna considerato che non ci saranno più le tariffe agevolate per gli emigrati sardi e per i non residenti. Per me le facilitazioni tariffarie andrebbero mantenute e addirittura implementate per tutti, con maggiori rotte e ponendosi come obiettivo di collegare la Sardegna, non solo con Roma e Milano, ma anche con il Nord Est, con il fronte adriatico, con il sud e con la Sicilia per garantire una piena continuità territoriale. Questo si fa con risorse e attenzione da parte dello Stato affinchè le compagnie si prestino ad effettuare queste ulteriori rotte, oggi dimenticate e ignorate".

Giorgia Meloni a Belvì (foto L'Unione Sarda)
Giorgia Meloni a Belvì (foto L'Unione Sarda)

In caso di vittoria del centrodestra in Sardegna, cosa auspica per la nostra Isola?

"Che si ascoltino le proposte di Fratelli d'Italia e che vengano portate anche all'attenzione del Governo Nazionale perché quando l'abbiamo fatto noi, finora, non siamo stati ascoltati. Avevamo proposto, due mesi fa, di aprire un tavolo con i pastori sardi per affrontare il problema del prezzo del latte, e non ci hanno ascoltato. Abbiamo fatto approvare un ordine del giorno sulla zona franca fiscale, che è una nostra storica proposta e che serve secondo noi a mettere la Sardegna in condizioni di competere ad armi pari con le altre Regioni. Ora il Governo gli deve dare seguito, perché l'ordine del giorno è un atto di indirizzo politico, ma se il Governo non si attiva purtroppo la zona franca fiscale resterà bloccata. Sul problema delle infrastrutture abbiamo chiesto un riequilibrio dei fondi tra nord e sud perchè sono per ora troppo sbilanciati verso il nord visto che si tiene conto soltanto della popolazione.Obbiettivamente ci sono molte istanze che abbiamo proposto in questi mesi e con un Governo di centro destra speriamo che si possano portare, in modo autorevole, all'attenzione del Governo Nazionale".

L.P.

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