POLITICA

L'intervista

Berlusconi: "Non solo Lega, Solinas vincerà grazie al centrodestra unito"

Botta e risposta con il leader di Forza Italia, di nuovo in Sardegna in vista del voto di domenica
silvio berlusconi (ansa)
Silvio Berlusconi (Ansa)

Come finirà il voto delle Regionali?

«Bene. Con una vittoria del centrodestra, che si confermerà maggioranza naturale fra gli elettori sardi come a livello nazionale. E nella coalizione ci sarà un'affermazione di Forza Italia, per la qualità dei nostri programmi liberali e dei nostri candidati. È questo l'unico vero centrodestra. Chi fantastica di altri assetti si illude».

Come promesso, Silvio Berlusconi è tornato nell'Isola per mettere il sigillo sulla campagna elettorale.

Salvini è da giorni in Sardegna per chiedere un sostegno mirato alla Lega.

«Fa la sua parte, da leader della Lega. Mi auguro non perda di vista che i voti che raccoglierà sono voti di centrodestra».

Non teme che la campagna del Carroccio possa danneggiare Forza Italia e gli equilibri della coalizione?

«Gli equilibri del centrodestra non si sono mai basati su rapporti di forza. Non fu così quando Forza Italia era largamente egemone e la Lega al 4%. Così dev'essere oggi. Dobbiamo lavorare insieme per allargare la base di consenso intorno a Christian Solinas».

Pensa che l'autonomia dell'Isola sia penalizzata dalle rivendicazioni di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna?

«L'autonomia non è qualcosa che si dà a una Regione per toglierla ad altre. L'autonomia della Sardegna deve essere al servizio dei sardi. Il fatto che le regioni del Nord, ben governate dal centrodestra, chiedano di essere lasciate libere di crescere con le loro forze fa bene a tutto il Paese».

Cosa proponete per il rilancio dell'Isola?

«Il primo dramma è il lavoro: mancano 115.000 posti. E la soluzione non è certo il reddito di cittadinanza. Serve una fiscalità di vantaggio, fino ad arrivare alla Zona franca integrale. Pensiamo anche a un più efficace utilizzo del Fondo Sociale Europeo, al fine di eliminare tasse e contributi previdenziali alle imprese che assumono. Bisogna realizzare un'effettiva continuità territoriale, per le persone e per le merci. Anche la sanità è tutta da rivedere, così come il Piano ambientale e la legge urbanistica che in meno di dieci anni hanno cancellato trentamila posti di lavoro nell'edilizia».

Caso Diciotti: i senatori di Forza Italia hanno votato come quelli del M5S.

«Per la verità sono i Cinque Stelle che dopo settimane di ambiguità sono venuti sulla nostra posizione. Noi non abbiamo mai avuto dubbi: ogni intervento della magistratura che limita la sovranità degli eletti dal popolo è un attentato alla sovranità popolare».

Migranti: accoglienza sì o no?

«Ho l'orgoglio di aver guidato l'unico Governo che è riuscito a bloccare il flusso degli sbarchi senza inutili spettacolarizzazioni e senza creare drammi umanitari. Il problema vero non è lo sbarco di poche decine di persone bloccate su una nave, ma sono i seicentomila irregolari arrivati negli anni scorsi che soggiornano ancora nel nostro Paese ai margini della legge. Ci eravamo impegnati come centrodestra a rimpatriarli in cinque anni. Ma per ammissione dello stesso ministero dell'Interno, nel 2018 ne sono stati rimpatriati meno di 5000. Di questo passo, ci vorrà più di un secolo per rimandarli tutti a casa».

Gli italiani stanno diventando razzisti?

«No. Ma 600mila stranieri costretti a vivere nell'illegalità mettono in pericolo la nostra sicurezza e possono scatenare paure e tensioni».

A maggio ci sono le Europee: i sovranisti di Salvini hanno idee ben diverse rispetto al Ppe di Berlusconi.

«Il sovranismo nazionale può farci solo del male, mentre un nuovo sovranismo europeo potrebbe salvarci. Spero di poter convincere i Popolari, i Conservatori, gli stessi Sovranisti, a collaborare per cambiare questa Europa dei burocrati, riprendendo il progetto europeo dei nostri padri fondatori che volevano un'Europa unita, con un'unica politica estera e un'unica Difesa».

Ha sentito Renzi dopo l'arresto dei genitori?

«Ho voluto testimoniargli la mia solidarietà umana. Il mio è stato un gesto personale, non politico. Anzi, dal punto di vista politico non posso che rimproverare al Pd di essersi sempre opposto ai nostri tentativi di riformare la giustizia».

È vero che vuole vendere la sua casa di Porto Rotondo?

«No, assolutamente. Al contrario, il mio sogno è quello di andarci a vivere definitivamente. Alla Certosa, ogni angolo del parco rende omaggio alla straordinaria bellezza della natura. Tutti quelli che lo visitano rimangono a bocca aperta. Per questo devo ringraziare tutti i miei collaboratori sardi, sono quasi cento, che condividono il mio amore per la vostra terra»

Cristina Cossu

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