POLITICA

il confronto

Maninchedda: "Metà della mia giunta composta da donne". Murgia: "Limba a scuola subito"

A Villamassargia dibattito tra il candidato governatore del Partito dei Sardi e quello di Autodeterminatzione
murgia e maninchedda a villamassargia (l unione sarda farris)
Murgia e Maninchedda a Villamassargia (L'Unione Sarda - Farris)

Andrea Murgia, Autodeterminazione, e Paolo Maninchedda, Partito dei Sardi, sono stati i protagonisti, oggi a Villamassargia, del secondo appuntamento con la scuola civica di politica "Mi scusi Presidente?".

Un'iniziativa, come ha sintetizzato il coordinatore Gianluca Medas, "con cui proviamo a formare con coscienza i nuovi elettori del domani e forse anche i prossimi protagonisti della politica isolana".

Il fuoco di domande ai due aspiranti presidenti della Regione è stato posto dagli studenti della scuola media del paese, che hanno scelto come temi il ruolo della donna e le discriminazioni, la lingua sarda, sanità e trasporti, lavoro e disoccupazione e ancora prezzo del latte e innovazioni scolastiche.

LE DONNE - Sul ruolo della donna per Murgia "c'è da fare ancora tanto a livello di comunità, ma le stesse donne devono sgomitare e contribuire alla loro stessa causa lavorando affinché cioè avvenga". Maninchedda, invece, annuncia "una giunta composta per metà da donne e un gran lavoro dal punto di vista educativo e nelle scuole al fine di inculcare fin da da subito i giusti concetti di parità".

TRASPORTI - Sui trasporti per l'esponente di Autodeterminazione sarà necessario "un aumento delle rotte aeree verso il continente, moltiplicando scali minori e incentivando le low cost" e, sui trasporti marittimi, "che sia la Sardegna e non lo Stato a gestire le rotte marittime potendo contrattare da sè per spuntare prezzi migliori".

Maninchedda sponsorizza invece "un'authority delle tariffe per i trasporti che non ci regalerà nessuno e che si ottiene quindi eleggendo un Presidente che si batta per questo".

L'intervento di Maninchedda (Foto L'Unione Sarda - Farris)
L'intervento di Maninchedda (Foto L'Unione Sarda - Farris)

LIMBA - Entrambi, poi, concordano sulla lingua sarda come "un arricchimento" con Murgia che vuole "farla entrare subito nei programmi scolastici certificandone anche la conoscenza" e Maninchedda che punta sul "bilinguismo, con italiano e sardo ugualmente protetti e tutelati, per uscire dall'attuale situazione di diglossia in cui l'italiano è lingua alta e il sardo un dialetto".

MIGRANTI - Si levano tra i mormorii degli adulti tante mani quando Murgia chiede se sia in atto un'invasione di stranieri che contraddice con i numeri: "54mila in Sardegna, solo il 3 per cento della popolazione, il vero problema è l'integrazione che deve che deve essere risolto dalla comunità".

Il leader del Partito dei Sardi parla invece di "accoglienza in cui occorrono regole e diritti: iniziamo a pretendere che si impari l'italiano come ad esempio accade in Australia dove la conoscenza della lingua inglese è uno dei prerequisiti per essere accolti e successivamente ben integrati".

Murgia dialoga con gli studenti (L'Unione Sarda - Farris)
Murgia dialoga con gli studenti (L'Unione Sarda - Farris)

LA VERTENZA LATTE - Ricette diverse sul prezzo del latte: Murgia sprona gli allevatori a diversificare le produzioni per non rimanere ostaggio di nessuno", mentre Manichedda propone "banche a supporto anche dei pastori per un rapporto finalmente paritario con i trasformatori all'atto della contrattazione del prezzo di vendita del latte ovicaprino".

OSPEDALI - Infine sulla sanità Murgia, punta sulle "cure in Sardegna diminuendo la necessità della mobilità sanitaria che ci costa 50 milioni all'anno", mentre Maninchedda propone "per un territorio unico in Italia con grandi spazi e densità demografiche variegate piccoli presidi efficienti sul territorio da affiancare ai grandi ospedali raggiungibili in tempi ragionevoli".

Si lavora intanto per il prossimo appuntamento con la scuola civica che potrebbe svolgersi il 21 febbraio ma a pochi giorni dalle elezioni ancora non ci sono certezze sui restanti nomi (Zedda, Solinas e Pili) dei candidati che accetteranno il confronto con gli studenti.

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