POLITICA

Lo scontro

Anche Salvini contro la Francia: "Affama gli africani, non ci dia lezioni"

"Non prendo lezioni da Macron, che respinge i migranti a Ventimiglia"
matteo salvini al viminale (foto twitter)
Matteo Salvini al Viminale (foto Twitter)

"Le cause delle migrazioni sono diverse. In Africa c'è gente che sottrae ricchezza a quei popoli, e la Francia è evidentemente tra questi. In Libia la Francia non ha nessun interesse a stabilizzare la situazione, perché ha interessi petroliferi opposti a quelli italiani. Io ho l'orgoglio di governare un popolo generoso, solidale, accogliente, e lezioni di bontà e generosità non ne prendiamo da nessuno, men che meno dal signor Macron".

Anche Matteo Salvini, dopo Di Maio, attacca Parigi.

Non rilancia la baggianata del "Franco delle colonie" che secondo il leader M5S (che ha aperto uno scontro diplomatico) è all'origine delle migrazioni, esprime un concetto un po' più complesso.

E attacca i cugini sulla guerra a Gheddafi e sui respingimenti: "Non prendiamo lezioni da chi in questi anni ha respinto decine di migliaia di migranti, compresi donne e bambini, alla frontiera di Ventimiglia, riportandone alcuni di notte nei boschi piemontesi e lasciandoli, come se fossero bestie".

Il ministro dell'Interno, ospite a "Mattino 5", parla anche del salvataggio di un centinaio di migranti avvenuto ieri al largo della Libia: "Li salviamo e li riportiamo indietro come ha fatto la Guardia Costiera libica. Più ne partono, più ne muoiono. Chi vuole veramente il bene del continente africano e la sicurezza dei cittadini italiani, fa di tutto per evitare che i trafficanti di esseri umani continuino nei loro loschi affari. I porti sono e rimangono chiusi".

Trova anche il tempo per togliersi dei sassolini dalle scarpe dopo gli attacchi ricevuti in questi giorni: "Mi hanno dato del delinquente, del fascista, del razzista, del cogl... Non so quanti ministri dell'Interno portano la mia pazienza".

OIM - Ma il portavoce di Oim Italia (Organizzazione internazionale per le migrazioni) fa notare che riportare le persone in Libia è una violazione dei diritti umani e dei trattati internazionali. "I 144 migranti salvati nel Mediterraneo dal cargo Lady Sham sono stati trasferiti in un centro di detenzione in Libia. Molti di loro erano in cattiva condizioni fisiche, inoltre la Libia non è un porto sicuro dove dovrebbero essere portate persone salvate in acque internazionali".

(Unioneonline/L)

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