POLITICA

l'appello

Primarias, Maninchedda: "Sardi di tutto il mondo, aiutateci a dire che siamo una Nazione"

Il segretario del Partito dei Sardi lancia un accorato appello ai sardi affinché esprimano il voto sul futuro della loro terra
la foto apparsa su sardegna e libert
La foto apparsa su Sardegna e Libertà

"Noi siamo una Nazione dell’Europa e del Mediterraneo. Nessuno ci può rappresentare, nessuno ci può interpretare, nessuno ci può difendere, nessuno ci può guidare se non noi stessi".

Dal blog Sardegna e Libertà, Paolo Maninchedda (segretario del Partito dei Sardi) lancia un appello ai sardi di tutto il mondo affinché prendano parte alle vicende politiche della loro Isola: "Aiutateci a dire che stiamo insieme perché lo vogliamo, perché non viviamo questa terra come una condanna né come un destino, ma come un dono. Aiutateci a dire che saremmo sardi anche senza la Sardegna, perché ormai dopo millenni di storia, la Sardegna è una forma delle anime prima che un’isola".

E ricorda, ancora, "noi siamo come gli ebrei, gli armeni, i curdi, i cristiano-maroniti, i copti, gli irlandesi, gli apache: noi siamo una inestirpabile Nazione del mondo", perché "ognuno di noi è Sardegna: finché uno di noi sarà vivo, la memoria del mare percorso, dei cieli attraversati, dei mestieri svolti, delle lettere scritte, delle pietre trovate e messe le une sulle altre, dei volti incontrati, degli alberi accarezzati, delle parole, antiche e moderne, pronunciate, tutto sarà vivo".

"Abbiamo la memoria dei sardi uccisi - aggiunge Maninchedda -. Noi ricordiamo le nostre donne incinte deportate a far le serve nelle case di decadenti baroni catalani; noi abbiamo la memoria dei giovani sardi passati a fil di spada, inseguiti e esiliati. Noi abbiamo memoria della fame patita per l’ingordigia dei signori; noi ricordiamo i paesi circondati dall’esercito e poi assaliti e depredati per essere puniti dallo Stato italiano; noi ricordiamo la paura all’uscita delle trincee, l’appuntamento ripetuto con la morte per una guerra per noi senza senso; noi sappiamo come e perché siamo stati resi immemori dei nostri mestieri e delle nostre capacità, trasformati in banali e succubi consumatori, in rassegnati uomini che meccanicamente nascono si nutrono e muoiono".

Ma, spiega, "abbiamo la forza per attraversare il futuro, dare un senso collettivo al presente, restituire giustizia al passato", ed è per questo che rivolge il suo appello: "Voi sardi che vivete nei continenti del mondo aiutateci da lì, dove siete, a dire qui, in Sardegna, dove stiamo noi, che basta un gesto semplice, dal 6 al 16 dicembre (i giorni in cui sarà possibile esprimere il proprio voto per le Primarias, ndr), basta un clic, per dire che siamo una Nazione, che anche se viviamo in Australia, in Germania, a Torino o in Grecia, noi siamo persone unite da una fratellanza profonda che ha un senso nella storia e nella politica".

E, in cambio di questo aiuto, conclude: "Noi sardi che viviamo qui restituiremo il vostro impegno con una nuova storia".

(Unioneonline/s.s.)

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