POLITICA

La lettera

I 285 milioni di euro contestati
Il governo convoca la Regione

Per la Regione Sardegna almeno 285 milioni di euro non sono dovuti allo Stato
da sinistra raffaele paci e francesco pigliaru (archivio l unione sarda)
Da sinistra: Raffaele Paci e Francesco Pigliaru (Archivio L'Unione Sarda)

Prima convocazione del governo Conte alla Regione sarda sul tema degli accantonamenti: dopo mesi di mancate risposte alle sollecitazioni del governatore Francesco Pigliaru e dell'assessore al Bilancio Raffaele Paci, oggi il ministero degli Affari regionali ha fissato un appuntamento per martedì 20 novembre a Roma.

La lettera inviata alla Giunta (e al ministero dell'Economia, che quindi sarà presente) indica, come oggetto dell'incontro, "l'avvio di un confronto per la revisione del contributo alla finanza pubblica della Regione Sardegna": si parla appunto di quella quota di entrate fiscali che spetterebbero alla Sardegna, ma che lo Stato trattiene per il risanamento del debito pubblico.

Un sacrificio arrivato fino a 684 milioni all'anno, e che nel disegno di legge finanziaria nazionale per il 2019 pesa sulla Sardegna per 536 milioni.

La Giunta ne contesta almeno 285: ritiene che non siano più dovuti perché imposti da leggi che avrebbero esaurito i loro effetti. Perciò nelle scorse settimane Pigliaru e Paci hanno annunciato la volontà di non prevederne il pagamento nel prossimo bilancio regionale. Più in generale, chiedono al governo che gli accantonamenti siano basati su regole certe e condivise, e che siano in misura compatibile con il ritardo di sviluppo dell'Isola. Il confronto su questo tema era stato avviato già con il governo Gentiloni, ma senza alcun esito concreto.

Giuseppe Meloni

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