POLITICA

Scontro nella maggioranza

Condono, Salvini: "Il testo resta così, non ci sono manine né scie chimiche"

Il primo scontro nella maggioranza, la prima vera e propria frattura politica. Si sta consumando sul condono fiscale
matteo salvini di fronte a lui luigi di maio (ansa)
Matteo Salvini, di fronte a lui Luigi Di Maio (Ansa)

È la prima frattura nella maggioranza gialloverde, il primo vero scontro tra Di Maio e Salvini dal 1 giugno, giorno in cui è nato il "governo del cambiamento". Ed è molto duro, visto che il leader del Carroccio prende in giro il Movimento in maniera "renziana", arrivando persino ad evocare le scie chimiche.

Oggetto della contesa, quella "manina", tecnica o politica, che secondo il capo politico M5S avrebbe stravolto il testo del decreto legge sul fisco inserendo uno scudo per i capitali all'estero e norme sulla non punibilità degli evasori, oltre ad allargare il tetto dei 100mila euro ad ogni singola imposta.

Il Movimento chiede un nuovo consiglio dei ministri che esamini nuovamente il testo e lo "ripulisca" da quell'articolo 9 che ai pentastellati proprio non va giù. Altrimenti "il testo non lo votiamo", ha detto chiaramente Di Maio.

SALVINI - Di tutt'altro avviso l'altro vicepremier: "Il decreto resta. Non possiamo approvare un decreto e modificarlo il giorno dopo. Non si può costruire di giorno e smontare di notte. Non ci sono regie occulte, invasioni degli alieni o scie chimiche. Questo governo non ha complotti contro, dobbiamo solo lavorare".

Poi, a smentire che quel testo sia stato modificato, nel corso di un comizio a Bolzano afferma: "Io ho trovato scritto quello che abbiamo discusso per ore ed ore in Consiglio dei ministri". "Lo sapevano tutti quello che c'era nel decreto", gli fa eco il sottosegretario all'Economia, leghista anche lui, Massimo Garavaglia.

Quanto a un possibile Consiglio dei ministri nel weekend, Salvini chiude: "Domani mattina sono a Cles e in serata chiudo la campagna a Trento. E domenica c'è il derby".

M5S - Per i 5 Stelle, Di Maio preferisce il silenzio dopo aver lanciato il sasso e dopo la figura rimediata ieri sera quando il Quirinale ha smentito che il testo fosse arrivato al Colle. E allora parlano il viceministro all'Economia Laura Castelli e il ministro per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro.

"L'accordo raggiunto lunedì prima del cdm non prevedeva nessun condono penale e nessuno scudo fiscale sui capitali esteri. Se la Lega ci dice che il testo è quello c'è un problema politico", dichiara la Castelli. "Alle Camere invierò solo un testo pulito, con noi niente scudi né condoni", rimarca Fraccaro.

CONTE: "IL CDM SI FA" - E in serata interviene Giuseppe Conte, che prende le parti dei pentastellati che lo hanno portato a Palazzo Chigi: "Il presidente del Consiglio sono io, e domani ci sarà il Consiglio dei ministri, perché è in quella sede che si sciolgono i nodi politici. Se ci sarà anche Salvini, questo non lo so". E il leader del Carroccio fa subito sapere che no, non ci sarà: "Sabato ho appuntamento con la Coldiretti e soprattutto con i miei figli: non possiamo convocare cdm per approvare decreti che già abbiamo approvato. Comunque chiamerò Conte, che è una persona squisita.

OPPOSIZIONI - E nella polemica tutta interna alla maggioranza sguazzano le opposizioni. "Di Maio riferisca in Aula", "Conte venga a spiegarci cosa ha approvato il Consiglio dei ministri", attacca il Pd.

"Uno spettacolo indegno mai visto prima", è l'affondo di Fretelli d'Italia. "Indecoroso", fa eco Forza Italia.

(Unioneonline/L)

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