ECONOMIA

"Decreto Dignità, meno 8mila posti all'anno". Di Maio grida al complotto: è scontro con il Mef

luigi di maio
Luigi Di Maio

Il decreto Dignità causerebbe la perdita di 8mila posti di lavoro l'anno.

È quanto si legge nella relazione tecnica allegata al provvedimento.

Un effetto, messo nero su bianco su un documento ufficiale, che non è passato inosservato agli addetti ai lavori, innescando polemiche.

Tra i primi a rimarcare l'anomalia (il governo che "ammette" che un decreto danneggia l'occupazione) Marco Leonardi, professore di Economia alla Statale di Milano ed ex consigliere economico della Presidenza del Consiglio.

"Il Governo confessa: decreto dignità diminuirà l'occupazione di 8000 persone all'anno per i prossimi 10 anni. Non è mai successo in questi anni che una relazione tecnica lo scrivesse nero su bianco. E non hanno tenuto conto dell'effetto delle causali perché sarebbe molto peggio".

Un tweet che è stato condiviso anche dall'ex ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, con un lapidario commento: "Siamo oramai al di là del bene e del male".

Il tweet di Calenda

Dal canto proprio, Di Maio grida al complotto: "Nella relazione c'è scritto che questo decreto farà perdere ottomila posti di lavoro in un anno. Quel numero, che per me non significa assolutamente nulla, è apparso nella relazione tecnica al decreto la notte prima che si inviasse al presidente della Repubblica. Non è una cosa che hanno messo i miei ministeri, non hanno chiesto i miei ministeri, e soprattutto non è una cosa che hanno chiesto i ministri della Repubblica".

"Questo decreto - aggiunge il capo politico del Movimento 5 Stelle - ha contro lobby di tutti i tipi, tanto è vero che ci è voluto un po' per farlo arrivare al Quirinale, e ringrazio il presidente della Repubblica che lo ha firmato. Il mio sospetto è che questo numero sia stato un modo per cominciare a indebolire questo decreto e fare un po' di caciara. Non mi spaventa".

Dichiarazioni che hanno però suscitato irritazione al Ministero delle Finanze.

"Le relazioni tecniche sono presentate insieme ai provvedimenti dalle amministrazioni proponenti, così anche nel caso del decreto Dignità, giunto al Mef corredato di relazione con tutti i dati".

Questa la replica del ministero a Di Maio, secondo fonti citate dalle agenzie di stampa.

"La Ragioneria generale dello Stato - si aggiunge da via XX settembre - prende atto dei dati riportati nella relazione per valutare oneri e coperture".

Una presa di posizione che ha suscitato la controreplica del ministro del Lavoro, che si è detto "sbalordito" dalla reazione del Mef.

"La prossima volta - ha aggiunto, scherzando - metterò sotto scorta il decreto quando lo mando in giro".

(Unioneonline/l.f.)

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