ECONOMIA

Def, la maggioranza chiede stop all'aumento dell'Iva e flessibilità all'Europa

il ministro dell economia giovanni tria
Il ministro dell'Economia Giovanni Tria

Al termine della discussione di questa mattina in Camera e Senato, che si è svolta alla presenza del ministro dell'Economia Giovanni Tria, la maggioranza ha approvato una risoluzione sul Documento di economia e finanza, che sta concludendo il suo iter parlamentare.

Nel testo portato in Aula dal relatore del Movimento 5 Stelle Federico d'Incà, la maggioranza impegna il governo ad "assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l'aumento dell'aliquota Iva e delle accise su benzina e gasolio" e "a individuare misure da adottare nel 2018 nel rispetto dei saldi di bilancio".

La risoluzione mette inoltre ufficialmente in agenda la trattativa con la Commissione europea sugli obiettivi di deficit e sul calendario per il pareggio di bilancio in una prospettiva fino al 2021.

Si afferma dunque la volontà di "riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio del triennio 2019-2021".

"Sarà d'obbligo - ha spiegato il relatore - impostare in Europa un dialogo nuovo nelle sedi opportune così da ottenere regole di bilancio più flessibili e spazi maggiori per le spese produttive".

''Prioritario - secondo D'Incà - è il superamento della logica del fiscal compat, la cui integrazione all'interno dei trattati europei è da scongiurarsi assolutamente''.

Al termine della discussione è intervenuto il ministro Tria, che ha affermato che "il rapporto debito/Pil inizierebbe un chiaro percorso discendente, un'evoluzione che è bene non mettere a repentaglio perché il consolidamento di bilancio è una delle condizioni necessarie per mantenere e rafforzare la fiducia dei mercati, fiducia imprescindibile per la tutela delle finanze pubbliche, i risparmi degli italiani e la crescita".

Il titolare del Tesoro ha inoltre precisato che "nell'interesse del Paese è intenzione del governo agire in modo di prevenire ogni aggravio per la finanza pubblica".

È infine tornato su uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del M5S, il tema del reddito di cittadinanza, che "volto a contrastare le sacche di povertà presenti in Italia tramite interventi non assistenziali bensì tramite l'integrazione nel mercato del lavoro, avrà un ruolo centrale".

(Unioneonline/F)

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