ECONOMIA

Danni del maltempo, il grido d'allarme dei risicoltori oristanesi

I risicoltori dell'Oristanese sono in ginocchio a causa delle abbondanti piogge delle ultime settimane: le risaie sono completamente allagate, ma i terreni non sono stati nemmeno lavorati né seminati.

I tempi abituali della produzione ormai sono saltati e tutto il raccolto è a rischio.

Il grido d'allarme arriva dai produttori dell'Oristanese che, con gli oltre 3mila 200 ettari di terre destinate a risaie, è per tradizione una delle zone più fertili.

Ma le piogge dei giorni scorsi hanno dato la mazzata finale. L'acqua ristagna nelle risaie e non si sa quando le terre potranno essere lavorate. Di solito la semina inizia intorno al 10 maggio, quest'anno invece a fine maggio non sono stati nemmeno preparati i terreni.

I venti giorni di ritardo rispetto ai ritmi di produzione abituale comportano gravi rischi. Il processo, dalla semina alla raccolta, dura dai 120 ai 150 giorni, ciò significa che il riso dovrebbe essere in fioritura verso ottobre, mentre di solito il periodo giusto è agosto.

A ottobre, col clima più instabile, basta uno sbalzo di temperatura per compromettere l'intero raccolto. E mandare in fumo mesi e mesi di lavoro e investimenti: i produttori hanno già acquistato materiali e fertilizzanti vari, la perdita rischia di aggirarsi intorno ai 7 milioni di euro.

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