ECONOMIA

Via libera alla Finanziaria regionale:
stanziamenti per 7,6 miliardi di euro

la giunta regionale all approvazione della finanziaria
La Giunta regionale all'approvazione della Finanziaria

Maggioranza e opposizione tengono fede ai patti e, dopo tre giorni di dibattito, la Finanziaria diventa legge. Una manovra da 7,6 miliardi di euro che potrà contare anche su fondi statali ed europei che portano il bilancio a un totale di 9,3 miliardi. Una legge che costringe anche quest'anno a una spesa di 3,3 miliardi per la sanità e un accantonamento di 684 milioni per contribuire al risanamento della finanza pubblica. Soddisfatto il presidente della Regione, Francesco Pigliaru: "Diamo risposte al disagio ma lavoriamo per creare solide condizioni di crescita. Nel 2017 spenderemo i primi 280 milioni del Patto per la Sardegna".

CONTRO LA BUROCRAZIA- I soldi ci sono, ma la vera sfida, lanciata dall'assessore del Bilancio, Raffaele Paci, è riuscire a "spendere rapidamente tutti i soldi". Infatti, la lentezza della burocrazia rappresenta un problema concreto e per questo anche il presidente della commissione Bilancio, Franco Sabatini, rilancia sull'impegno per "una verifica costante sulla spendita delle risorse già da fine aprile".

LE NOVITÀ- Il Reddito di inclusione sociale, per la prima volta, verrà finanziato con 30 milioni di euro con la speranza che la macchina amministrativa riesca a distribuirli in maniera celere. L'Aula dà il via libera al provvedimento che stanzierà 14 milioni per l'acquisto delle forme di Pecorino Romano invenduto. L'obiettivo è favorire una ripresa del mercato con il conseguente aumento del prezzo del latte. Otto milioni di euro andranno a finanziare il sistema bibliotecario, mentre per la gestione dei beni culturali la cifra assegnata dal Consiglio è di 16,3 milioni. Quasi otto milioni garantiranno la sopravvivenza dei cantieri verdi mentre per gli operai in utilizzo sono stati stanziati 4,5 milioni. Per contribuire all'abbattimento dei costi per il trasporto marittimo dalle isole minori (La Maddalena e Carloforte), sono stati messi a disposizione 330 mila euro. Passa anche l'emendamento da 150 mila euro per coltivare circa 200 ettari a grano e sviluppare 2.500 giornate lavorative in un anno a favore di persone in difficoltà.

CURIOSITÀ - Come spesso accade tra i numerosi emendamenti ci sono alcune note curiose. La palma di quest'anno spetta ai 100mila euro che serviranno per doppiare in lingua sarda i cartoni animati. Il provvedimento fa parte di un pacchetto, presentato da Paolo Zedda (Sdp) che prevede, tra le diverse cose, anche 180 mila euro per la tutela della lingua sarda.

"UN BUON LAVORO"- I capigruppo della maggioranza Pietro Cocco (Pd), Gianfranco Congiu (Pds), Pierfranco Zanchetta (Cps), Daniele Cocco (Sdp) e Fabrizio Anedda (Misto) hanno espresso, seppure con sfumature diverse, "soddisfazione per l'approvazione". È stato evidenziato il lavoro di squadra e "l'esistenza di un progetto che non deve dimenticare le periferie dell'Isola".

I TERRITORI - Ma la Finanziaria è stata anche uno scontro fra territori nella speranza di tutelare i propri collegi di appartenenza. Davanti a scelte, giudicate delle mance, Paci, frena e parla di "giudizio inopportuno". Il titolare del Bilancio afferma: "Sfido chiunque a trovare interventi che non abbiano delle finalità specifiche. Ma soprattutto i consiglieri sono eletti nei territori e sono qui per fare i loro interessi". Ma qualche polemica c'è stata, soprattutto quando si è discusso l'emendamento (respinto) per stanziare 15 milioni al Comune di Nuoro in crisi economica. Una scelta che non piace ai nuoresi del centrodestra Pietro Pittalis (FI), Luigi Crisponi (Riformatori) e Angelo Carta (Psd'Az) che parlano di "disattenzione e superficialità".

IL CONSIGLIO- Il Consiglio ha un bilancio che sfiora i 100 milioni di euro e quest'anno avrà un trasferimento di 72,5. Tra le varie spese ci sono 17,7 milioni a disposizione per pagare i vitalizi, mentre l'Aula ha stanziato un milione per la ristrutturazione e la messa a norma del Palazzo di via Roma. E proprio sull'assemblea c'è stato un attacco del leader Udc, Giorgio Oppi che ne ha lamentato "il ruolo marginale e la necessità di aumentare i ritmi del lavoro".

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