CRONACA - MONDO

diritto d'autore

Copyright, ok definitivo alla riforma europea: l'Italia vota contro VIDEO

Il testo prevede che gli editori possano negoziare accordi con i giganti del web perché paghino i loro contenuti

Il Consiglio dell'Unione europea ha dato il via libera definitivo alla nuova direttiva sul copyright, che modifica la norma sul diritto d'autore.

L'Italia è tra i sei Paesi che hanno votato contro il provvedimento, insieme a Svezia, Finlandia, Polonia, Olanda e Lussemburgo.

Astenuti Slovenia, Estonia e Belgio.

In seguito alla pubblicazione della direttiva nella Gazzetta ufficiale dell'Ue, gli Stati membri avranno 24 mesi per trasporre le nuove regole nella legislazione nazionale.

"Sono molto contenta del fatto che abbiamo raggiunto un testo bilanciato, creando diverse opportunità per i settori creativi europei, che prospereranno e rifletteranno meglio la nostra diversità culturale e altri valori comuni europei, ma anche per gli utenti, la cui libertà di espressione su internet risulterà consolidata", ha commentato Valer Daniel Breaz, ministro della Cultura della Romania, nazione che sta esercitando la presidenza di turno del Consiglio.

La riforma era stata approvata lo scorso 26 marzo dal Parlamento europeo in sessione plenaria, con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti.

CHE COSA PREVEDE - Tra le principali novità introdotte dal testo, la possibilità per gli editori di notizie di negoziare accordi con i giganti del web per farsi pagare l'utilizzo dei loro contenuti.

Gli introiti dovranno essere poi condivisi con i giornalisti.

Gli utenti non rischiano più sanzioni per aver caricato online materiale protetto da copyright, ma saranno piattaforme online a essere responsabili dei contenuti caricati.

YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione, mentre le start-up saranno soggette a obblighi meno rigidi.

La nuova direttiva è stata appoggiata dagli editori ma osteggiata dalle big tech e da molti sostenitori della libertà su internet.

(Unioneonline/F)

© Riproduzione riservata

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