CRONACA - ITALIA

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Calenda e i "ceffoni ai figli": sul web scoppia la polemica

L'ex ministro e candidato dem alle Europee finisce in un turbine per un'ironia, forse, mal riuscita
carlo calenda (ansa)
Carlo Calenda (Ansa)

Movimentata vigilia di Pasqua per Carlo Calenda.

Tutto nasce da un commento dell'ex ministro e candidato democratico su Twitter a proposito della partecipazione del figlio alla manifestazione per il clima con Greta Thunberg a Roma: "Felice del suo idealismo. Ma non facciamo i paternalisti rincorrendo Greta". "Picchialo! Buona Pasqua", risponde con ironia l'ex direttore del Foglio, Giuliano Ferrara.

"Quello sempre. Di base. Almeno due volte al giorno. Buona Pasqua anche a te", la replica. Non l'avesse mai detto. Da lì è partito un infinito fuoco di polemiche di cittadini indignati, alimentate dalle risposte di Calenda, che di certo non si è tirato indietro.

Qualcuno scherza suggerendo di picchiarlo "solo se è laziale" ma per altri, in tempi in cui le violenze sui bambini sono all'ordine del giorno, l'ironia è inappropriata. Calenda confessa di essere molto dolce con i figli, ma anche molto severo, tanto che di tanto in tanto un ceffone è volato davvero ("e gli ha fatto un gran bene", precisa).

Poi rincara la dose: "Ogni tanto anche un bel calcione nel sedere funziona. Ma dà meno soddisfazione".

Il dibattito arriva a coinvolgere anche il mondo dei fumettisti e dei vignettisti. "Non ci credo che bisogna star qui a chiarire che quando uno dice: 'Me te magnerei vivo', non sta incitando al cannibalismo", precisa Makkox, tentando di salvare il politico dalla lapidazione virtuale.

Non è d'accordo Gipi: "Io sono per l'educazione stile Conan il barbaro. Ma non scriverei su Twitter che cresco mio figlio in una fossa con combattimenti giornalieri. Non se fossi candidato nella sinistra. Sì se fossi candidato nella destra".

Meno diplomatico Zerocalcare: "Sommessamente pensavo che se mio padre si vantava su twitter in pubblico di fronte all'Italia e ai miei amici di avermi preso a pizze, io tornavo a casa e lo gambizzavo mi sa". E aggiunge: "Se in questo paese vogliamo aprire un dibattito a 360° su come e quando è lecito tirare ceffoni e a chi, ma magari".

"Bene", replica Calenda: "Allora cerchiamo di farlo seriamente, perché non è una discussione meno importante del PIL. Te lo assicuro".

(Unioneonline/D)

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