CRONACA - ITALIA

Caserta

Choc in ospedale: paziente di 84 anni legata al letto e impregnata di urine

Ennesimo caso di malasanità in Campania, dove una paziente di 84 anni è stata legata al letto con delle fasce. I familiari l'hanno trovata impregnata di urine
un immagine in cui si vede il letto impregnato di urine (foto facebook)
Un'immagine in cui si vede il letto impregnato di urine (foto Facebook)

Una donna di 84 anni legata al letto d'ospedale a Caserta con le fasce e impregnata di urine.

Ennesimo caso di malasanità in Campania, a parlarne è il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che riferisce della denuncia del figlio della donna ai Carabinieri.

"Ci hanno impedito di assistere nostra madre, ricoverata all'ospedale civile di Casera in seguito a una caduta accidentale, con un'emorragia subdurale e un ematoma. E in attesa di essere operata", questo il racconto del figlio della donna.

La donna con la gamba incastrata tra le sbarre del letto (foto Facebook)
La donna con la gamba incastrata tra le sbarre del letto (foto Facebook)

"Abbiamo più volte provato a spiegare . continua - che nelle sue condizioni doveva esserci almeno un familiare vicino durante la notte, ma gli infermieri ci hanno costretto ad abbandonare la stanza comunicando che avrebbero provveduto loro a contenere l'evidente stato di agitazione di mia madre ricorrendo al sistema delle fasce di contenzione. Legandola al letto, in pratica. Alle nostre obiezioni hanno risposto che questa è la pratica adottata in quell'ospedale per casi del genere. Il risultato? Il giorno dopo l'abbiamo ritrovata impregnata di urine miste a sangue e con le gambe pericolosamente incastrate nelle sbarre del letto".

In seguito alla denuncia i Carabinieri sono intervenuti sul posto e hanno concesso ai familiari dell'anziana donna di poter rimanere ad accudirla.

"Bisogna fare luce al più presto su questa vicenda", dichiara Borrelli. "Qualcuno ci deve spiegare se sia lecito in quelle condizioni legare una paziente al letto, se sia possibile negare l'assistenza personale di un familiare a una paziente in quelle condizioni".

Il consigliere regionale chiede inoltre al direttore dell'ospedale "come mai, solo in seguito all'intervento dei Carabinieri, si sia consentito ai parenti della donna ricoverata di poter rimanere vicino a lei, una circostanza che fa sorgere numerosi dubbi sulle regole che normano la presenza di persone nei reparti al di fuori degli orari di visita".

(Unioneonline/L)

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