CRONACA - ITALIA

Il caso

Di Maio liquida l'azienda sotto accusa: "Basta, devo occuparmi del Paese"

Dopo le scuse del padre il ministro annuncia la dismissione della società nel mirino delle Iene

"Mio padre si è scusato, oggi l'azienda verrà posta in liquidazione. Io direi di finirla qui, perché devo occuparmi dei problemi del Paese".

Così Luigi Di Maio cerca di mettere fine alle polemiche scaturite dall'inchiesta del programma "Le Iene".

"Io non sapevo che era un reato stare in una piscina in pvc", si giustifica il ministro facendo riferimento all'ultima puntata del programma di Italia 1.

In realtà il punto era un altro: Di Maio aveva detto all'inviato Filippo Roma che uno di quei manufatti abusivi che gli erano stati mostrati fosse in realtà una "stalla", forse lì "dalla Seconda Guerra Mondiale". Subito dopo Le Iene hanno fatto vedere un giovane Di Maio fare il bagno in piscina proprio in quella stalla.

Il ministro e il bagno in piscina nella "stalla" (Ansa)
Il ministro e il bagno in piscina nella "stalla" (Ansa)

Comunque sia, il leader pentastellato vuole chiudere la vicenda che lo sta tormentando: "Oggi mio padre si è preso le sue responsabilità anche pubblicamente, mettendoci la faccia. Io metterò in liquidazione l'azienda, e quindi per quanto mi riguarda quella società che non stava lavorando da un anno, non lavorerà più".

Il vicepremier cerca anche di chiarire sul sospetto che lui in realtà fosse un prestanome del padre, che aveva chiuso la sua precedente azienda - come lo stesso Antonio Di Maio ha ammesso nel video di scuse pubblicato ieri su Facebook - a causa dei debiti con Equitalia. "I guai con Equitalia mio padre li ha avuti lo stesso, perché gli hanno ipotecato il terreno, quindi qual è il prestanome? Lui ha chiuso l'azienda perché aveva troppi debiti, non aveva pagato e non riusciva a pagare i soldi che doveva. Ma se c'era l'esigenza di un prestanome mi dovete spiegare perché a mio padre hanno ipotecato terreni e un edificio: i suoi beni sono stati aggrediti".

Quanto al suo lavoro nell'azienda di famiglia, di cui è socio assieme alla sorella: "Io all'epoca ho solo accettato la donazione di mia madre, non mi sono occupato di fatti di gestione e sono stato operaio solo per quattro mesi. Oltre ad aprire il cancello del deposito di mio padre ogni tanto".

Antonio Di Maio, ha inoltre affermato Luigi, "non aderirà alla rottamazione" delle cartelle prevista nella manovra.

(Unioneonline/L)

© Riproduzione riservata

COMMENTI


UOL Unione OnLine

Più Letti
Loading...
Caricamento in corso...