CRONACA SARDEGNA - SULCIS IGLESIENTE

la protesta

Cagliari, sit-in pacifista davanti alla sede del Tar

Nuova iniziativa delle associazioni che si oppongono all'ampliamento della Rwm a Iglesias
un recente sit in contro l ampliamento della rwm (l unione sarda farris)
Un recente sit-in contro l'ampliamento della Rwm (L'Unione Sarda - Farris)

Un sit-in davanti alla sede del Tar, in piazza del Carmine a Cagliari, organizzato dalle stesse associazioni pacifiste e comitati che hanno presentato il ricorso contro gli ampliamenti della Rwm nel Comune di Iglesias, autorizzati dall'ufficio Suap.

La manifestazione è in programma mercoledì a partire dalle 9 proprio per attendere la decisione finale della Prima Sezione del Tar Sardegna convocata in giornata.

Il ricorso riguarda i due nuovi reparti, R 200 ed R 210, che secondo lo stesso management Rwm consentiranno di triplicare le linee produttive della fabbrica e che hanno già più volte fatto registrare delle proteste davanti al Comune di Iglesias.

A promuovere il ricorso sono state Italia Nostra Sardegna, Assemblea Residenti Sa Stoia, Comitato Riconversione Rwm, Usb, Arci Sardegna, Centro Sperimentazione Autosviluppo, Legambiente Sardegna e Assotziu Consumadoris Sardigna, sostenute anche da una decina di altre sigle ambientaliste e pacifiste. Secondo Italia Nostra Sardegna alla base del ricorso c'è il fatto che "non è stata fatta nessuna valutazione d'impatto ambientale chè è invece obbligatoria in caso di industrie chimiche che producono prodotti bellici e necessaria per l'estrema vicinanza dei nuovi reparti all'area protetta Sic Marganai-Monte Linas".

"Il piano di ampliamento della Rwm - aggiunge l'associazione - è stato frazionato arbitrariamente per semplificare le procedure ed eludere, a nostro avviso, la procedura di Via".

Ancora, "è stata impedita la conoscenza degli atti e la partecipazione al processo decisionale della popolazione sia in forma individuale che collettiva".

Infine, "l'area designata per l'intervento è priva di destinazione urbanistica pertanto non ha vocazione industriale e non è possibile autorizzarvi degli impianti di quel tipo", senza contare che "esiste un alto rischio di incidenti, cionostante non è stato adeguato il Piano di Emergenza previsto dalla normativa".

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