CRONACA SARDEGNA - PROVINCIA DI CAGLIARI

Il caso

Niente più bimbi nati a Quartu: la terza città sarda senza una sala parto

Oltre settecento nascite negli ultimi due anni, ma i piccoli vengono al mondo a Cagliari o Monserrato
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (archivio L'Unione Sarda)

Magari trascorreranno tutta la loro vita in città senza cambiare residenza, ma i bimbi quartesi venuti al mondo negli ultimi anni risulteranno tutti nati a Monserrato o a Cagliari.

Finita anni fa l'esperienza dell'Ospedaletto di via Silesu che aveva avviato un reparto di eccellenza dove era anche possibile partorire in acqua, a Quartu non esiste più una struttura che ospiti una sala parto. E tutte le future mamme sono costrette a migrare al Policlinico o negli ospedali cagliaritani per mettere al mondo i loro bambini.

Una situazione a cui alcuni non badano, ma che fa soffrire molte altre mamme che lanciano un appello per l'apertura di un reparto nascite e di un nido.

Non è bastato, infatti, all'Ospedaletto avere ospitato oltre 200 parti all'anno. Per restare aperti occorreva raggiungere la soglia delle 500 nascite. Nel 2017 sono stati 409 i bimbi quartesi messi al mondo altrove e 320 nel 2018.

"Mio figlio è nato l'anno scorso al Policlinico di Monserrato, dove ci hanno dato tutte le garanzie di sicurezza", spiega Barbara Casula, "abitiamo a Quartu ma purtroppo qui non c'è una struttura adatta a far nascere i bambini. È indubbiamente un problema che si dovrebbe risolvere quanto prima".

Carla Mattana è una mamma quartese che sfoggia orgogliosa la carta di identità con indicata la nascita in città nel 1977. "Sono nata all'Ospedaletto perché in quel periodo si poteva", racconta, "mentre miei fratelli sono nati in casa. Lo stesso non è stato possibile con i miei figli che invece sono nati entrambi a Cagliari perché qui ormai non c'era più un reparto destinato ai parti. È una cosa assurda che nella terza città della Sardegna non ci sia un ospedale attrezzato per questo, così come è assurdo che non ci sia nemmeno un pronto soccorso".

Anche Flavia Manzo è amareggiata: "Mia figlia è nata al Brotzu il 1 gennaio del 2018" dice, "se ci fosse stato un reparto attrezzato qui, non sarei certo andata a Cagliari".

L'Ospedaletto in passato aveva anche presentato un progetto innovativo alla Regione, mai andato in porto, per consentire alle donne di partorire in casa, con un'assistenza continua e dunque in totale sicurezza.

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