CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

Il caso

Pirati informatici truffano Afef: a giudizio una lulese

Una vicenda complicata, dove a entrare in scena sono anche i nomi di Oscar Pistorius e Papa Francesco
afef jnifen (archivio l unione sarda)
Afef Jnifen (archivio L'Unione Sarda)

Un caso complicato, che vede al momento coinvolta come vittima di una truffa la ex moglie di Tronchetti Provera, Afef Jnifen, e la cuoca lulese Albertina Vargiu che è invece accusata di ricettazione ma che forse – a sua volta – potrebbe essere stata truffata. Un giro di email e soldi, dove a entrare in scena sono anche i nomi di Oscar Pistorius e Papa Francesco, in una storia che ha dell'incredibile e su cui i giudici dovranno presto fare chiarezza.

LA RICOSTRUZIONE – È la fine dell'estate del 2016, e la mail personale di Afef viene hackerata. I pirati informatici inviano una missiva falsa alla segretaria della modella e presentatrice televisiva, chiedendo di predisporre un bonifico. La segretaria, in buona fede, e pensando che la disposizione venisse da Afef, opera il trasferimento: 7.500 euro. Quei soldi vengono depositati in un conto del Banco di Sardegna intestato a una lulese che asserisce a sua volta di essere stata truffata dalla stessa banda. Lei, Albertina Vargiu, era infatti convinta che quei soldi fossero il corrispettivo di quanto anticipato a un fantomatico amico di Oscar Pistorius, conosciuto anni prima quando aveva lavorato come cuoca per il Parma Calcio, e che le aveva chiesto un aiuto economico per pagare i guai giudiziari del sudafricano. Soldi che la Vargiu avrebbe inviato tramite la Western Union e la Money Gram in Sudafrica. Tanto che, proprio per aiutare Pistorius, la Vargiu (alcuni mesi prima dei fatti che le sono imputati) aveva provato anche ad ottenere un incontro con Papa Francesco, riuscendo ad avere a giugno la risposta dal prefetto della Casa pontificia, Georg Gänswein. Il prefetto le aveva spiegato che era possibile incontrare il Papa solo in una delle udienze generali, ma non in privato. La Vargiu ha raccontato ai carabinieri di essere stata anche contattata via Facebook da tale Carleo, fratello di Pistorius, che le annunciava la restituzione dei soldi prestati. Poi sono arrivati i 7.500 euro dal conto della tunisina e lei non si è quindi insospettita. La truffa ad Afef è stata poi scoperta quando alla segretaria della soubrette è arrivata una seconda richiesta di pagamento da 30mila euro. Da lì è partita la denuncia, e ora per la lulese è arrivata la chiusura delle indagini e l'accusa di ricettazione.

A rimanere sconosciuti alle tre Procure che si sono occupate del caso, quella di Milano, quella di Cagliari e ora quella di Nuoro, sono per ora i pirati informatici che, all'inizio di settembre del 2016, hanno rubato l'identità informatica, con username e password della mail personale di Afef.

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