CRONACA SARDEGNA - CAGLIARI

Stretta sui furbetti: impronte digitali contro gli assenteisti

Nell'Isola resta a casa un dipendente su cinque. La Regione affiderà i controlli a soggetti esterni
(archivio l unione sarda)
(Archivio L'Unione Sarda)

Nell'Isola almeno un dipendente pubblico su cinque ogni giorno rimane a casa: malattie, ferie, permessi speciali sfoltiscono gli organici. E spesso a questo piccolo esercito si aggiunge una truppa di "furbetti" che il Governo ora vuole stanare, con l'aiuto della tecnologia: le presenze negli uffici verranno verificate con le impronte digitali, l'identificazione dell'iride e con sistemi di videosorveglianza. Sono le misure previste dal disegno di legge "Concretezza" del ministro della Funzione pubblica Giulia Bongiorno, già approvato dal Consiglio dei ministri.

VERIFICHE ALL'ESTERNO - Negli uffici regionali, dove il tasso d'assenza medio è del 22 per cento, "la stragrande maggioranza dei dipendenti ha un comportamento corretto", sottolinea l'assessore agli Affari generali Filippo Spanu. "Ma è proprio per tutelare chi ha un approccio onesto e regolare che dobbiamo aumentare i controlli".

Nelle prossime riunioni di Giunta potrebbe arrivare una delibera, "già inviata ai sindacati", con cui la Regione "incrementa la propria capacità di controllo dei dipendenti. Le assenze e l'adeguatezza delle giustificazioni verranno verificate meglio, con modalità di controllo nuove, affidate anche a soggetti esterni all'amministrazione", spiega l'assessore.

A livello statale poi verrà istituito il "nucleo della Concretezza", che farà parte del Dipartimento della funzione pubblica: il disegno di legge del Governo nazionale prevede che questo ufficio speciale contribuisca a migliorare l'efficienza delle pubbliche amministrazioni. Estenderà la sua azione non solo alle amministrazioni centrali ma si spingerà anche "a supporto degli enti locali", quindi di Comuni, Regioni e servizio sanitario regionale.

CONCETTI SUPERATI - C'è chi è convinto che controlli più stretti e fiato sul collo servano a poco. Anzi. Possano essere controproducenti. "Se i dipendenti vengono motivati correttamente, vanno a lavorare anche con qualche linea di febbre", dice Danilo Fadda, assessore al Personale del Comune di Cagliari, dove il tasso d'assenza è del 23,4 per cento e l'età media degli impiegati è di 55 anni.

La ricetta giusta è "puntare sulla formazione e spingere gli impiegati a migliorarsi". La tecnologia aiuta, certo. Ma in questo caso non si parla di scanner per il riconoscimento facciale né di impronte digitali: "Stiamo sperimentando con grande successo il telelavoro. I dirigenti hanno notato un incremento della produttività del 25 per cento rispetto al normale lavoro in ufficio".

Nei prossimi giorni l'amministrazione cagliaritana parteciperà insieme ad altre quindici in tutta Italia a un nuovo progetto sperimentale di "lavoro agile": "Non ci saranno limiti di spazio e di tempo, si potrà lavorare con computer o smarth phone, dove e quando si vuole. Il concetto del controllo quasi fisico del dipendente è obsoleto, quello che conta è il risultato. Chi deve occuparsi di una gara d'appalto, ad esempio, perché deve essere obbligato a rimanere in ufficio?", domanda Fadda.

LE ASSUNZIONI - Il dl Concretezza dovrebbe dare il via libera anche a 450mila nuove assunzioni nella pubblica amministrazione nel corso del 2019. "Finalmente il Governo consente di sostituire in maniera più veloce dipendenti andati in pensione. Questo favorirà l'ingresso di forze più giovani e motivate", commenta l'assessore regionale Filippo Spanu. L'età media del Corpo forestale, per dire, è di 53 anni, tre in più rispetto alla media della pubblica amministrazione italiana.

Michele Ruffi

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