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Dieci aziende sarde in missione a Tokyo alla conquista dei ristoranti giapponesi

Il Sol Levante è tra i mercati più promettenti per i prodotti Made in Sardinia
immagine simbolo (archivio l unione sarda)
Immagine simbolo (Archivio L'Unione Sarda)

Dieci imprese sarde voleranno a Tokyo per conquistare il palato dei clienti di una delle più famose catene di ristoranti giapponesi.

La missione fa parte di "Sardinia Asian Way", un'iniziativa di Confapi Sardegna, finanziata dalla Regione, di supporto all'export dei prodotti agro-alimentari di dieci imprese dell'Isola.

In particolare, in alcuni ristoranti della catena nipponica verrà sperimentato il "menu Sardegna", elaborato utilizzando i prodotti delle aziende partecipanti al progetto: La Casa del Grano di Elmas, CP & G di Villacidro, Itria Zafferano di Turri, Meloni Vini di Selargius, A.Dol.Sar di Elmas, Caseificio Silvio Boi di Cardedu, Fadda di Thiesi, Società Agricola Peddio di Cuglieri, Siete Fuentes di Cagliari e I Sapori di Sardegna di Lodine.

"Il Giappone è un mercato molto interessante", spiega il direttore di Confapi Sardegna Silvana Manuritta, "perché importa oltre 57 miliardi di euro di prodotti agroalimentari da tutto il mondo, di cui circa 900 milioni di euro da l'Italia, ma con grandi prospettive di crescita per il Made Italy vista la forte attenzione dei giapponesi verso i nostri prodotti e vista l'entrata in vigore a febbraio scorso dell'accordo di libero scambio tra Unione Europea e Giappone che ha azzerato i dazi che gravavano su alcuni nostri prodotti: 25% sulla pasta, 15% sul vino e 40% sul formaggio".

Tra i prodotti agroalimentari italiani importati in Giappone figurano al primo posto il vino con il 19%, segue l'olio di oliva con il 13%, il pomodoro trasformato con il 9,4% e il formaggio con l'8,9%.

(Unioneonline/F)

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