ECONOMIA

il caso

Arriva il reddito di cittadinanza, ma è di 40 euro. Ed è bufera per gli "insulti" dell'Inps

In tanti delusi per la cifra arrivata sulle card. E diventano un caso le rispostacce del social media manager dell'Istituto
(archivio ansa)
(Archivio Ansa)

Da un lato le lamentele di chi, pieno di speranze nell'attesa del reddito di cittadinanza, si è visto arrivare 40 euro, molto meno del massimo proclamato in campagna elettorale di 780 euro.

Dall'altro il social media manager dell'Inps, che ha perso le staffe con gli utenti che si sono riversati sulle pagine Fb dell'Istituto nazionale di previdenza sociale con le più disparate richieste o lamentele.

Insomma il reddito di cittadinanza non sta decollando nel migliore dei modi. Nelle ultime ore sono arrivate le prime card, con circa 470mila pratiche accettate. Ma la cifra ottenuta, in molti casi, non è all'altezza delle aspettative, e compresa tra i 40 e i 150 euro: "Quaranta euro? - scrive un utente - Vergogna. Ragazza madre di due figli, disoccupata. Questo è l'aiuto che date". O anche "60 euro? È uno scherzo?". "Com'è possibile! Siamo 3 adulti disoccupati, l'Isee è 2.400 euro, pagando 410 di affitto, e di reddito di cittadinanza l'importo è 197 euro".

A creare ancora più scalpore le parole poco istituzionali di chi si occupava della pagina ufficiale social dell'Inps, "Inps per la famiglia". Una serie di rispostacce, dai toni bruschi, che hanno immediatamente attirato l'attenzione degli utenti Facebook, divisi tra chi ha trovato la situazione divertente e chi assolutamente inappropriata.

"Le abbiamo già risposto. Gentilmente lo sa che questa pagina ha 48 ore di tempo lavorative per rispondere alle domande degli utenti e vieta la reiterazione delle domande stesse? grazie", è una delle risposte. Oppure: "Basta richiederlo a Poste o a Inps. Oppure è troppo impegnata a farsi i selfie con le orecchie da coniglio?".

Immediata la marcia indietro del presidente dell'Inps, Pasquale Tridico: "Inps si scusa - ha scritto in una nota ufficiale - per alcuni toni utilizzati per la gestione della pagina Facebook Inps per la Famiglia', che non rispecchiano i valori e la missione dell'Istituto". L'Istituto comprende dunque "il disappunto che la vicenda può aver creato. Pertanto, si impegna a predisporre il necessario affinché quanto accaduto non si possa ripetere in futuro. Al tempo stesso voglio precisare che stanno girando molti post assolutamente falsi, cui non prestare fede".

"Abbiamo già elaborato l'85% delle istanze - ha concluso snocciolando i dati - ne sono state accolte il 72%, 27% respinte ed 1% in evidenza perché è necessaria un'ulteriore attività istruttoria".

(Unioneonline/D)

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