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"Abuso di posizione dominante": maxi-multa a Mastercard

La Commissione Ue chiede 570 milioni di euro al colosso delle carte di pagamento accusato di aver violato le regole anti-trust
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Immagine simbolo (L'Unione Sarda)

La Commissione europea ha inflitto una maxi-multa da 570 milioni a Mastercard accusata di "abuso di posizione dominante".

In particolare, la sanzione contro il secondo maggior sistema di carte di pagamento utilizzato in Europa, è scattata perché il colosso avrebbe "limitato la possibilità dei commercianti di beneficiare delle migliori condizioni offerte dalle banche con sede in altri Paesi del Mercato unico, in violazione delle regole antitrust".

Secondo quanto si è appreso, Mastercard ha collaborato con la Commissione nel corso dell'indagine e per questo ha ottenuto uno sconto del 10% sulla sanzione.

"I consumatori europei usano le carte di pagamento ogni giorno, quando comprano cibo o vestiti, oppure quando fanno shopping on line", ha spiegato la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe

Vestager. Che ha aggiunto: "Impedendo ai commercianti di cercare condizioni migliori offerte dalle banche in altri Stati membri, le regole di Mastercard elevano in modo artificioso i costi dei pagamenti per mezzo delle carte, danneggiando i consumatori e i commercianti al dettaglio nell'Ue".

Esultano per il provvedimento le associazioni dei consumatori. "Il comportamento di Mastercard - ha commentato il presidente del Codacons Carlo Rienzi - ha determinato un danno non solo per i commercianti, ma anche e soprattutto per i consumatori, perché la limitazione della concorrenza si è tradotta in maggiori costi a carico dei cittadini Ue. Le tariffe interbancarie sulle transazioni - ha spiegato - vengono infatti scaricate direttamente sul consumatore finale, attraverso un incremento dei prezzi e delle tariffe che rappresenta una tassa occulta e va a discapito della collettività".

"Per tale motivo - ha concluso Rienzi - riteniamo corretta la sanzione e chiediamo di abolire del tutto tale tipologia di tariffa, considerato che le transazioni elettroniche non comportano praticamente costi per le banche e rappresentano un inutile balzello nel settore del commercio".

(Unioneonline/l.f.)

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