ECONOMIA

Antitrust

Vendita di auto attraverso prodotti finanziari: 680 milioni di multa a 20 società

Maxi-sanzione del Garante che ha accertato una "intesa restrittiva della concorrenza per alterare il mercato"
immagine simbolo (pixabay)
Immagine simbolo (Pixabay)

Una multa da quasi 680 milioni di euro a un lungo elenco di società finanziarie e gruppi automobilistici che vendevano macchine e altri veicoli attraverso prodotti finanziari.

È quanto deciso dall'Anti-trust, che ha accertato, analizzando la posizione delle società Daimler AG e Mercedes Benz Financial Services Italia, "l'attuazione di un'intesa unica, complessa e continuata avente ad oggetto lo scambio di informazioni sensibili relative a quantità e prezzi, anche attuali e futuri".

Nel mirino dell'Autorità per la concorrenza sono finite, in particolare, Banca PSA Italia S.p.A., Banque PSA Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., BMW Bank GmbH, BMW AG, Daimler AG, Mercedes Benz Financial Services Italia S.p.A., FCA Bank S.p.A., FCA Italy S.p.A., CA Consumer Finance S.A., FCE Bank Plc., Ford Motor Company, General Motor Financial Italia S.p.A., General Motors Company, RCI Banque S.A., Renault S.A., Toyota Financial Services Plc., Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank GmbH, Volkswagen AG.

Con tali società anche le associazioni di categoria Assofin ed Assilea, che avrebbero messo in atto una "intesa restrittiva della concorrenza, tra il 2003 e il 2017, funzionale ad alterare le dinamiche concorrenziali nel mercato della vendita di automobili".

"Finalmente si fa un po' di luce nei rapporti tra i gruppi automobilistici e le società finanziarie", ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, commentando la decisione dell'Antitrust.

"È evidente da tempo - ha aggiunto Dona - la politica commerciale di cercare di imporre al consumatore la vendita di auto in abbinamento ad un finanziamento. Il coordinamento delle condizioni economiche e contrattuali applicate ai consumatori finali ha avuto come conseguenza l'applicazione di tassi di interesse più alti del dovuto. Per questo i consumatori andrebbero ora risarciti. Speriamo che la sanzione serva da deterrente anche in altri settori".

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