ECONOMIA

Trattative Italia Ue

Manovra di Bilancio: continua il braccio di ferro con la Ue. E per Bruxelles il 2,04% non basta

Il Governo giallo verde non vuole abbassare i costi della finanziaria oltre i 6,2 miliardi di euro
il commissario europeo agli affari economici pierre moscovici con giovanni tria (ansa)
Il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici con Giovanni Tria (Ansa)

Continuano le trattative del Premier Giuseppe Conte e del ministro delle Finanze Giovanni Tria a Bruxelles per l'approvazione della legge di Bilancio, ma, nonostante le limature e l'abbassamento del rapporto deficit Pil dal 2,4% al 2,04% per evitare la procedura di infrazione, il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici fa sapere che non è ancora sufficiente.

Il conto di questo braccio di ferro tra Roma e Bruxelles peserà sulla Manovra, e in particolare sulle misure simbolo dei due schieramenti alleati al governo, Quota 100 e riforma della Fornero per la Lega, il reddito di cittadinanza per i 5 Stelle.

Dall'Esecutivo fanno sapere che il taglio della spesa prevista per le riforme sarà "assorbito" senza troppi traumi e senza modificare gli obiettivi previsti dal "Contratto", come spiega Luigi Di Maio: "Quota 100 resta, il reddito di cittadinanza si farà, come avevamo detto. Dalle relazioni tecniche stiamo scoprendo che abbiamo più soldi di quelli che avevamo previsto. Questo farà un po' arrabbiare i cittadini, perché significa che i soldi c'erano anche prima come avevamo detto noi, quando eravamo all'opposizione".

Ottimismo a tutto campo, quindi, anche se i tecnici che stanno analizzando le conseguenze della "correzione" ai numeri della manovra dicono che il taglio di circa 7 miliardi comporterà per Quota 100 uno slittamento di tre mesi delle finestre ipotizzate, e una riduzione della platea dei soggetti che potranno avere accesso al reddito di cittadinanza.

Se l'Unione europea si mostra inflessibile, anche le opposizioni italiane fanno la loro parte, calcando la mano sul passo indietro del governo giallo verde: "Sulla Manovra Di Maio non faceva che ripetere: non arretriamo di un millimetro – dichiara Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato - Infatti sono quasi 7 miliardi i passi indietro che il governo dovrà fare. A tanto ammonta la cifra che il governo dovrà tagliare per passare dal 2,4 al 2,04 per cento di maggior deficit, per evitare la procedura d'infrazione. Una penosa retromarcia”.

E mentre a Bruxelles sono in corso le trattative, la Manovra è al vaglio della commissione Bilancio al Senato, dove sono stati depositati oltre 4 mila emendamenti al testo.

(Unioneonline/b.m.)

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