ECONOMIA

Sanità

La Corte dei Conti bacchetta la Regione: "Spende troppo per i dispositivi medici"

L'assessore alla Sanità Arru replica: "Da due anni i costi sono in fase di contrazione"
la sede della sezione regionale di controllo della corte dei conti a cagliari (foto google maps)
La sede della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti a Cagliari (foto Google Maps)

La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, presieduta da Francesco Petronio, bacchetta la Regione Sardegna.

Nella camera di consiglio dell'11 dicembre i giudici contabili hanno deliberato gli esiti del controllo svolto sulla spesa per dispositivi medici degli Enti del Servizio Sanitario Regionale.

E hanno evidenziato due cose in particolare. La Regione non ha rispettato, in tutti gli esercizi esaminati, il tetto per la spesa relativa ai dispositivi medici, fissato per il 2012 al 5,2% della spesa sanitaria totale pubblica e successivamente rideterminato al 4,8% nel 2013 e al 4,4% dal 2014 in poi. Inoltre, la spesa pro-capite per l'acquisto di dispositivi medici della Regione è "particolarmente elevata" rispetto alla media nazionale.

I giudici inoltre sottolineano inoltre la "mancata coerenza dei dati provenienti dalle diverse fonti informative", che si riflette "in una incompleta conoscenza da parte degli operatori del sistema Regione delle reali dinamiche di acquisti, distribuzione e consumi di beni sanitari, che ha presumibilmente contribuito alla crescita dei costi sostenuti per molte tipologie di dispositivi medici e al sistematico mancato rispetto dei tetti programmati".

L'invito dei giudici alla Regione è di "controllare e governare la spesa per i dispositivi medici, portando a coerenza i vari flussi informativi".

LA REGIONE - Dal canto proprio, la Regione sottolinea, per voce dell'assessore alla Sanità Luigi Arru, che la spesa per i presidi "è in sostanziale contrazione dal 2016 ad oggi".

"L'Assesorato si è attivato - aggiunge Arru - in particolare nelle ultime due annualità, per colmare il gap informativo presente nei flussi, dovuto anche all'anomalia di alcune procedure di acquisizione basate su proroghe contrattuali ereditate dalle passate gestioni, tramite l'implementazione di gare uniche gestite sia dalla Centrale regionale di committenza sia dalle Aziende in unione d'acquisto, e tramite la bonifica delle anagrafiche dei dispositivi medici".

"Inoltre - prosegue Arru - abbiamo potenziato i sistemi di programmazione e controllo di gestione arrivando anche alla reingegnerizzazione del modulo direzionale che verrà alimentato sia dai flussi ministeriali che dalle informazioni, sanitarie e contabili, presente nei sistemi informativi aziendali".

Con tali interventi, chiosa l'assessore, "si è teso alla progressiva standardizzazione dei fabbisogni tra le diverse realtà aziendali e la razionalizzazione delle modalità di approvvigionamento dei beni e servizi, con effetti positivi non ancora manifesti ma che saranno evidenti negli anni a venire: sviluppo di economie di scala e decremento dei costi; miglioramenti organizzativi con riduzione dei tempi e maggiore trasparenza nei processi di acquisizione; razionalizzazione e specializzazione delle risorse umane dedicate agli acquisti; riduzione dei costi di transazione".

(Unioneonline/L)

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