ECONOMIA

i dati

Natale sulle tavole sarde: "Sì ai prodotti regionali, no agli abusivi"

In crescita i numeri del settore. Lo studio di Confartigianato Sardegna
stefano mameli (foto confartigianato sardegna)
Stefano Mameli (foto Confartigianato Sardegna)

Sulle tavole a Natale "no agli abusivi e sì alla qualità alimentare artigiana della Sardegna". È l'appello lanciato da Confartigianato Sardegna che ricorda i numeri in crescita nel settore.

198 sono i prodotti d'eccellenza, 8 con marchio europeo, oltre 3.600 le imprese artigiane alimentari, più di 5.700 gli addetti e, solo a dicembre, sono state quasi 400 milioni di euro le spese delle famiglie.

I dati sono stati elaborati dall'Osservatorio per PMI di Confartigianato e sono contenuti nel dossier "L’artigianato alimentare e le eccellenze del food made in Sardegna".

"Anche quest’anno - spiega Stefano Mameli, segretario regionale - invitiamo i sardi e tutti gli amanti della nostra regione ad acquistare i prodotti del territorio, dalla qualità eccellente e dalla filiera cortissima, anche in una logica di promozione e rilancio del 'made in Sardegna'. Sono, infatti, i nostri terreni che, da sempre, ci danno prodotti unici e contribuiscono a fare della Sardegna terra di qualità della vita e di longevità".

Ma si tratta anche, aggiunge, di un piccolo gesto, "come l'acquisto di un prodotto", che può contribuire a dare sostegno "all’economia regionale, alle aziende e ai lavoratori del settore e dell’indotto ed è anche l’occasione per sentirsi parte di una comunità che sa coniugare qualità, modernità e tradizione".

A dicembre sono parzialmente cambiate le abitudini di spesa dei sardi: il valore delle vendite al dettaglio super del 19,8% la media mensile annua. Il 95,4% riguarda alimentari e bevande analcoliche, il resto bevande alcoliche.

Tra i più richiesti ci sono formaggi e latticini (6,1% della spesa), salumi (4,9%), pane (4,8%) e altri prodotti di panetteria e pasticceria, che comprendono i dolci da ricorrenza (4,2%), prodotti in cui manualità e tipicità rappresentano importanti fattori di qualità.

Nell'Isola si stima per questo mese "una spesa delle famiglie in prodotti alimentari e bevande di 398 milioni di euro, più alta di 66 milioni rispetto al consumo medio mensile. Inoltre, considerato come nella nostra regione una fetta consistente della spesa alimentare sia intercettabile dalle imprese artigiane, si stima che in Sardegna vengono spesi circa 158 milioni di euro per prodotti da forno, salumi, latticini, formaggi, olio di oliva, dolci, gelati, condimenti e alcolici prodotti da artigiani", aggiunge Confartigianato.

A livello provinciale la spesa sarà pari a 122 milioni di euro di acquisti nel nord Sardegna (Sassari-Olbia), 106 a Cagliari, 83 nel Sud Sardegna, 50 a Nuoro e 37 a Oristano.

Le eccellenze del food regionale, ricorda l'associazione, sono adesso otto: "All’Agnello di Sardegna, al Carciofo spinoso di Sardegna, al Fiore Sardo, al Pecorino Romano e quello Sardo, all’Olio Extra Vergine di Sardegna e allo Zafferano di Sardegna si sono aggiunti i Culurgionis d’Ogliastra, che pongono la nostra Isola al 16esimo posto tra tutte le regioni italiane che, tutte insieme, annoverano ben 299 prodotti agroalimentari di qualità".

(Unioneonlineonline/s.s.)

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