CULTURA

amicizia e avventura

"Diversamente sardi", quando l'amore per l'Isola non conosce confini

Gian Luca e Michele sono due "continentali" con la passione per la Sardegna
gian luca barchi (a destra) e michele chiesa (foto inviata dall intervistato)
Gian Luca Barchi (a destra) e Michele Chiesa (foto inviata dall'intervistato)

Uno è di Forlì, l'altro di Flero, in provincia di Brescia: sono i "Diversamente sardi" - così come il nome che hanno scelto per il mondo social - innamorati della Sardegna e del suo patrimonio monumentale.

"Tutto è nato - spiega Gian Luca Barchi - da una vacanza di qualche anno fa. Io e Michele Chiesa abbiamo visto un concerto dei Tazenda e da lì è iniziata la nostra passione per l'Isola".

Nessun intento di lucro, solo la voglia di divulgare con video, foto e curiosità tutto ciò che l'Isola dei nuraghi può offrire. "Spesso ci capita anche di ricevere commenti di sardi che dicono di non aver mai saputo certi dettagli su alcuni luoghi, che magari sono proprio vicino a casa loro. Ma succede sempre così, è più difficile vedere il bello che abbiamo accanto".

Insieme ai Tazenda (foto inviata da Gian Luca Barchi)
Insieme ai Tazenda (foto inviata da Gian Luca Barchi)

Tombe dei giganti, domus de janas, nuraghi, pozzi sacri. Tutto merita un approfondimento storico e documentale per i due "continentali" Gian Luca (48 anni) e Michele (30). Consulente nel settore alimentare il primo, occupato in una falegnameria il secondo, "non siamo sposati e quindi ci possiamo concedere qualche vacanza in più durante l'anno, non avendo impegni familiari".

Il loro primo incontro risale a qualche anno fa "a un concerto dei Tazenda a Cornaredo, nel Milanese. Poi - dice Gian Luca - ci siamo tenuti in contatto e infine ci siamo detti 'perché non facciamo un viaggio insieme in Sardegna?', ed è nata questa bella amicizia e questa nuova avventura".

Michele è sempre andato nell'Isola fin da quando era piccolo, "anzi, ha rischiato per così dire anche di nascerci", mentre Gian Luca la conosceva da una quindicina d'anni.

Un nuraghe (foto inviata da Gian Luca Barchi)
Un nuraghe (foto inviata da Gian Luca Barchi)

"Può anche far sorridere la circostanza per cui due continentali abbiano deciso di seguire, girando per i campeggi, le tappe del tour dei Tazenda. Anche perché io - spiega il 48enne - non capisco il sardo eppure conosco a memoria i testi e le traduzioni delle canzoni, amo quella musica. E così Michele, ma anche tanti altri nostri amici".

Ad affascinare i due è soprattutto il fatto che in altre regioni, "in Romagna, per esempio, dove abito, quando si parla di tradizioni ci si ferma alla civiltà contadina di 100 o 200 anni fa. Anche se ci sono resti romani non si va molto indietro nel tempo. In Sardegna invece ci sono strutture di 3mila e oltre anni avanti Cristo. È incredibile poter prendere contatto e vedere qualcosa che apparteneva all'uomo così tanti secoli fa. È la storia della Sardegna ma in realtà appartiene a tutta l'umanità".

Un'immagine scattata dai due amici (foto inviata da Gian Luca Barchi)
Un'immagine scattata dai due amici (foto inviata da Gian Luca Barchi)

Tra le varie meraviglie che hanno visto, fotografato e filmato - dotati di smartphone, microfono e attrezzature tecniche per poi pubblicare tutto online - ci sono "il nuraghe Losa, le suggestive necropoli di Prunittu, il nuraghe Crabia che è incredibile sia per il colore sia per il fatto che è completamente immerso in un bellissimo paesaggio con tanta vegetazione". Per le riprese, raggiungono il posto, "dopo esserci documentati sulla storia e sul luogo, ed entriamo nei nuraghi o in altre costruzioni come se fosse un reportage. È questo il nostro intento: far conoscere a tutti le bellezze di questa terra".

I due amici (foto inviata da Gian Luca Barchi)
I due amici (foto inviata da Gian Luca Barchi)

In pratica dei turisti che poi divulgano quanto vedono. E apprezzano anche i tentativi di protezione e recupero: "Se si va alla domus de janas S'Incantu bisogna percorrere un sentiero in campagna per una ventina di minuti. Ed è impossibile che vicino a un monumento simile si possano costruire parcheggi, servizi, biglietterie. Non è facile, e immaginiamo che servano anche tanti fondi per scavare e liberare le strutture archeologiche. Insomma non si può criticare nessuno per il fatto che a volte la tutela manchi".

I loro viaggi proseguono anche per questa estate: "Con tappe a Orosei, Oristano e Alghero. Di giorno in spiaggia e nel tardo pomeriggio ci aspettano i nuraghi...".

Sabrina Schiesaro

(Unioneonline)

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