CULTURA

la rievocazione

Capoterra: tutto pronto per Passio, la passione di Cristo recitata in sardo

Oltre 300 i figuranti impegnati per la rappresentazione
un immagine della scorsa edizione (foto l unione sarda murgana)
Un'immagine della scorsa edizione (foto L'Unione Sarda - Murgana)

Più di trecento figuranti che indossano gli abiti dell'epoca, uno scenario come quello del Parco naturale de Is Olias capace di emozionare gli spettatori: è tutto pronto a Capoterra per "Passio", la rievocazione della passione di Cristo recitata in sardo campidanese, portata in scena dal Joseph Theatrum.

Appuntamento da non perdere, mercoledì 17 aprile, a partire dalle 20, con l'evento che rievoca gli ultimi attimi della vita di Gesù: un'opera in sardo scritta e diretta dal regista capoterrese Franco Bayre, e portata in scena con la collaborazione del comune.

Negli ultimi anni la rappresentazione ha avvicinato al Parco de Is Olias migliaia di spettatori. "La Passio, per la corposità scenica e il nutrito numero di attori recitanti e comparse può essere definita un kolossal teatrale - spiega Franco Bayre - , riproporremo il tratto finale dell'esistenza del Cristo in Terra dall'ingresso trionfale in Gerusalemme per la Domenica delle Palme, transitando nell'atroce sofferenza della Passione per poi concludersi con la gioiosa Resurrezione finale: sarà uno spettacolo davvero coinvolgente e impregnato di pathos pur con passaggi di elegante umorismo".

Non chiamatela Via Crucis: per Bayre Passio è una rappresentazione differente. "Direi piuttosto che si tratta di una focalizzazione della figura di Cristo, uomo tra gli uomini, in cui si da risalto al vivere quotidiano e a tutte quelle contraddizioni che la fallacità umana comporta - dice il regista -, a fronte del supremo comandamento della religione cristiana 'Ama il prossimo tuo come te stesso' nella Passio viene messa a nudo la condotta farisaica di tanti che, proclamandosi seguaci del Cristo, nella concretezza della quotidianità vivono agli antipodi se non in antitesi al messaggio cristiano. In quest'opera viene altresì scarnificata la viscida condotta del Potere laico e religioso, di una politica di infimo rango che, pur di salvaguardare l'interesse personale, di soddisfare frenesia di carriera, deposto superficialmente il doveroso abito della responsabilità s'ammanta d'un perbenismo di facciata, finalizzato esclusivamente al mantenimento d'uno statu quo per quieto vivere".

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