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la visita

Paulilatino, il ministro Bonisoli al Grazia Deledda: "Salveremo il teatro"

Il teatro, nella morsa della crisi, dovrebbe chiudere i battenti a giugno
il ministro bonisoli a teatro (foto l unione sarda orbana)
Il ministro Bonisoli a teatro (foto L'Unione Sarda/Orbana)

Un progetto speciale del ministero per salvare il teatro di Paulilatino. Potrebbe essere questa la soluzione per il Grazia Deledda, stretto nella crisi tanto da chiudere a giugno, salvo novità, i battenti.

Questa mattina a Paulilatino è arrivato il ministro Alberto Bonisoli, impegnato nel tour elettorale a sostegno del candidato governatore del M5s Francesco Desogus. Il ministro ha incontrato Aldo Sicurella, direttore artistico del Teatro Instabile, ente proprietario e gestore del Deledda.

La situazione è quanto mai critica. In questi anni Sicurella ha lanciato appelli per salvare quello che da anni è un importante centro di promozione culturale. Di fatto, da oltre un anno, non si pagano gli stipendi degli 11 dipendenti e da ormai 5 anni non si riesce a pagare le rate del mutuo contratto per realizzare il teatro.

Difficoltà accentuatesi con l'assottigliarsi dei contributi di Regione e ministero. Oggi col ministro Bonisoli si è fatto il punto della situazione. Il Fondo unico per lo spettacolo triennale è già stato stabilito. Tuttavia, ha spiegato il titolare dei Beni culturali, il ministero può finanziare progetti speciali. E il Grazia Deledda, per la sua specificità, può inoltrare la domanda che sarà poi valutata dal ministero stesso.

"In queste situazioni contingenti, se c'è una programmazione di spettacolo pronta per il 2019, il ministero può aiutare a superare un contesto che ha sintomi di criticità - ha sottolineato Bonisoli -. Bisogna però ragionare sul medio termine. Questa situazione si risolve quando c'è un rapporto stretto con gli enti locali. Lo Stato guarda in generale alle esigenze dei singoli territori, ma quando c'è una realtà locale che capisce il valore dell'attività, anche sociale come in questo caso, questa è quella che può intervenire al meglio. In un paese di duemila abitanti è comprensibile che non ci possano essere le risorse sufficienti. Può darsi che la soluzione sia quella di consorziare diversi Comuni. Questa è una possibilità".

Ha quindi aggiunto: "Sicuramente quello che deve entrare nell'agenda regionale è un'attenzione a realtà come questa, leggermente decentrate. Ma sono quelle che danno qualità al territorio e che combattono lo spopolamento".

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Da parte sua il direttore artistico Aldo Sicurella si dice contento dell'incontro con il titolare dei Beni Culturali: "Sono contento di questa visita col Ministro: è venuto a capire di persona quello che è il teatro Grazia Deledda. Ho visto una persona disponibile a parlare del nostro futuro e si è reso disponibile a pensare ad un progetto. A breve andrò a Roma a verificare se c'è la possibilità di un nuovo progetto finanziato dal Ministero".

Nei giorni scorsi quanti frequentano il Grazia Deledda sulla propria casella di posta si sono trovati una mail accorata. Un testo in cui si descrive la grave situazione che vive il teatro e dove si spera che qualche imprenditore o associazione possa decidere di salvarlo.

I numeri evidenziano in tutto il suo stridore la crisi. Tenere aperto il Deledda tra costi di personale, riscaldamento, corrente, manutenzione, costa circa 1000 euro al giorno, qualcosa come 70 mila euro l'anno considerate le aperture.

Il teatro era costato un milione e 600 mila euro e per poterlo ristrutturare è stato acceso un mutuo di 900 milioni di euro che tradotto significa 90 mila euro l'anno per 15 anni. Onere a cui si è ottemperato per i primi 6-7 anni, da 5 anni non vengono versate le rate per il pagamento del mutuo. Come da oltre un anno non vengono pagati gli 11 dipendenti fissi.

Di contro ci sono i trasferimenti da parte dello Stato e dalla Regione che sono calati nel corso degli anni in maniera drastica. Nel 2006 i trasferimenti dallo Stato erano di 185 mila euro, nel 2018 si sono fermati a 64.499 euro e nel corso di questi 12 anni sono calati sensibilmente di anno in anno (eccezion fatta per il 2007-2008-2009 in cui hanno oscillato tra i 190 mila e i 186.672 euro). Stesso discorso per i trasferimenti dalla Regione passati dai 199.917 euro del 2006 ai 126.018 del 2018. Da registrare poi alcuni contributi attivati nel corso degli anni e gli introiti da sbigliettamento oscillanti tra i 55 mila euro (con alcune punte di 80 mila euro) e i 45 mila euro.

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