CULTURA

Genoni

I resti mortali di padre Felice Prinetti a marzo nell'Isola

Il 19 marzo il trasferimento dell'urna con le spoglie del fondatore delle Figlie di San Giuseppe
l attuale tomba di padre felice prinetti a pisa (foto antonio pintori)
L'attuale tomba di padre Felice Prinetti a Pisa (foto Antonio Pintori)

Adesso c'è una data e anche un programma dettagliato per l'accoglienza. Il prossimo 19 marzo saranno trasferiti da Pisa a Genoni i resti mortali di padre Felice Prinetti, fondatore della congregazione delle Figlie di San Giuseppe.

La data non è sicuramente stata scelta a caso. Il 19 marzo è la festa di San Giuseppe, santo al quale è stata intitolata la stessa congregazione delle suore giuseppine. Madre Maria Luciana Zaru, superiora generale delle Figlie di San Giuseppe, ha detto: "Il nostro fondatore torna nell'Isola, dove ha profuso le sue energie migliori e dove il frutto di questo impegno è visibile nel servizio d'amore che le Figlie di San Giuseppe garantiscono nelle trenta comunità che operano in Sardegna".

La stessa madre generale ha illustrato il programma della giornata: "Alle 10.30 una prima accoglienza all'ingresso del centro abitato di Genoni. Poi, alle 11.30, l'urna con i resti mortali sarà accompagnata in parrocchia dalle suore, dagli ospiti delle case famiglia delle religiose e dai cittadini genonesi. Alle 16 la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna. Dopo la messa l'urna sarà accompagnata nella nostra Casa Madre, sempre a Genoni, dove sarà riposta in un loculo della cappella".

Madre Maria Luciana ha aggiunto: "Sul piano spirituale la figura di Padre Prinetti vive ed educa ad un impegno cristiano fondato sulla contemplazione e sull'azione che attinge ad una profonda vita interiore alimentata da una preghiera come relazione personale con Dio che rimanda all'amore del prossimo. Una spiritualità che include la dimensione claustrale del cuore, come eremo interiore, spazio riservato all'incontro e al rapporto con lo sposo dove nasce e attinge ogni scelta di impegno per il prossimo, nella carità. Ma anche una spiritualità attiva, aperta ai bisogni delle persone, di ogni persona, a prescindere dai suoi meriti o demeriti".

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