CULTURA

Musica

Giuseppe Verdi, riemergono dall'oblio più di 5mila pagine inedite

Dalla Traviata al Rigoletto, dall'Aida al Don Carlos: gli appunti segreti del grande compositore
giuseppe verdi (immagine da google)
Giuseppe Verdi (immagine da Google)

Dopo un secolo di oblio riemergono gli appunti e le indicazioni con cui Giuseppe Verdi seguiva il processo di composizione e revisione delle sue opere.

A pubblicarli è l'Istituto di Studi Verdiani nel nuovo numero del suo annuario, diretto da Sandro Cappelletto, che sarà presentato il 29 gennaio a Parma.

Più di 5000 pagine autografe di Verdi (5.434 fogli) mai lette prima, suddivise in buste custodite in un ampio baule.

Modifiche, correzioni, incertezze, scelte contenute negli appunti che riguardano tutte le sue creazioni, da "Luisa Miller" ai "Pezzi sacri", passando per per tutti i grandi capolavori dalla "Traviata" al "Rigoletto", dall'"Aida" a "Don Carlos".

Innumerevoli i segreti compositivi svelati, tra cui le sofferte cancellature e indecisioni per la stesura della parte musicale del Credo di Jago nell'"Otello", una versione della Fuga del "Falstaff" diversa da quella che si ascolta normalmente e le sorprendenti modifiche di pugno di Verdi, come, ad esempio, nel "Ballo in maschera" o nel "Falstaff", dove ''bocca baciata non perde fortuna'' viene corretto in ''ventura''.

Dell'esistenza di un ''tesoro segreto'' di manoscritti musicali verdiani, custoditi in un mitico baule a Sant'Agata, si favoleggiava da anni tra studiosi e musicologi. Ma solo nel giugno 2015 la rivista "Classic Voice" aveva pubblicato per la prima volta l'elenco completo delle quasi cinquemila pagine, molte delle quali inedite, senza però poter accedere ai contenuti.

La campagna del periodico per rendere accessibile questo inestimabile patrimonio continuò nel marzo 2016 con la pubblicazione di una lettera aperta firmata da cinquanta autorevolissimi nomi della musica (tutti i

grandi direttori, da Barenboim, Mehta e Rattle agli italiani Chailly, Gatti e Pappano, e poi Pollini, Accardo e Domingo) e della cultura (tra cui Arbasino, Cacciari, Fo, Veronesi) indirizzata al ministro dei Beni Culturali e al presidente della Repubblica. Anche grazie alle pressioni dell'Istituto Nazionale Studi Verdiani e alla Direzione generale degli archivi, i preziosi documenti furono prelevati per procedere prima alla schedatura e quindi alla digitalizzazione, avvenuta nel corso degli ultimi mesi e oggi finalmente conclusa.

(Unioneonline/v.l.)

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