CULTURA

Lo studio

Il segreto della felicità per i sardi? Ordine in casa, e attenzione agli ospiti

Secondo una ricerca, anche in Sardegna il disordine lasciato in casa è fra le principali cause dei dissidi familiari
un immagine dallo studio (foto osservatorio sara assicurazioni)
Un'immagine dallo studio (foto Osservatorio Sara Assicurazioni)

Due cuori e una capanna? Sì, purché sia ordinata.

Secondo l'ultima ricerca dell'Osservatorio Sara Assicurazioni, anche in Sardegna il disordine lasciato in casa, che può andare dal tubetto del dentifricio lasciato aperto alle luci accese in tutte le stanze, è fra le principali cause dei dissidi che mettono a dura prova la convivenza all'interno della famiglia.

E se il caos è la causa scatenante per il 48% degli intervistati del'Isola, tra le mura domestiche si litiga anche per i piccoli gesti di tutti i giorni o perché si hanno visioni differenti sulla gestione della casa (37%) che presuppongano una decisione comune: si può discutere sui gestori da scegliere ma anche su come affrontare eventuali danni che possano danneggiare il proprio nido d'amore.

Attenzione anche alle faccende domestiche: chi non collabora ha il 45% di probabilità di concludere la giornata con un litigio. Il 33% non tollera la violazione della propria privacy e reclama i suoi spazi personali, mentre, per il 32% dei sardi, rumori e musiche ad alto volume sono la principale fonte di discussione.

Ma quali sono le soluzioni per ovviare a questi disagi e risolvere i problemi senza incorrere in spiacevoli conseguenze? Per il 63% degli intervistati la chiave per la riappacificazione è il dialogo.

C'è chi cerca un compromesso (48%) e chi, molto saggiamente, accetta il rimprovero e cerca di migliorare (31%). Ci sono poi i più romantici, che cercano di addolcire la propria metà compiendo gesti gentili (21%). Fortunatamente, solo il 3% rientra nella categoria dei pessimisti cronici, di quelli che pensano che i rapporti non si risolvono mai pienamente.

Secondo la ricerca, la convivenza può essere messa a dura prova anche a causa dei rapporti con altri familiari, e non solamente con la suocera, come si potrebbe immaginare. IL 22% dei sardi, infatti, ha ammesso di non essere disposto a convivere con altre persone della propria famiglia, senza fare distinzione tra genitori, fratelli o, appunto, suoceri. Alcuni temono di perdere la propria privacy, per altri potrebbero rappresentare solo un peso, c'è chi sostiene che sarebbero solo fonte di litigio e, addirittura, c'è chi ha dichiarato che più lontano sono e meglio è. In ogni caso, il 32% sarebbe disposto ad ospitarli solo in casi di estrema necessità e, specialmente, solo per brevi periodi (16%), legati più che altro a difficoltà economiche o a problemi di salute.

E se parenti e amici abitassero lontano e volessero fare una bella sorpresa, magari in occasione delle feste natalizie? Anche in questo caso, i sardi non hanno dubbi. Dai risultati della ricerca nessuna distinzione tra parenti e amici: quasi la metà (43%) degli intervistati dell'Isola li ospiterebbe volentieri, ma solo per pochi giorni, mentre il 15% sarebbe ben contento di invitarli a pranzo o cena, a patto che a dormire vadano in albergo. Un altro 38%, infine, dichiara di essere disposto ad ospitare i parenti per tutto il tempo necessario, dimostrando di rimanere legato alla tradizione.

(Unioneonline/v.l.)

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