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La Sardegna degli anni Sessanta nell'ultimo libro di Tonino Oppes

Il giornalista ed ex caporedattore della Rai ha dedicato "La voce del leccio" a Paolo Pillonca
tonino oppes (archivio l unione sarda)
Tonino Oppes (Archivio L'Unione Sarda)

Continuano gli appuntamenti letterari promossi dalla biblioteca di Donori, una delle più attive nella provincia di Cagliari.

Giovedì 22 novembre, alle 18.30, nella sede del Montegranatico, sarà presentato l'ultimo libro del giornalista ed ex caporedattore della Rai, Tonino Oppes, "La voce del leccio", edito da Domus de janas. Introduce e dialoga con l'autore Simona Bande, mentre Luigi Olla leggerà alcune pagine del racconto ambientato nella Sardegna dei primi anni Sessanta del secolo scorso.

Nel libro, in distribuzione in questi giorni, Oppes mette a confronto tre generazioni che si interrogano su passato, presente e futuro mentre la campagna si svuota sempre più rapidamente. Contadini e pastori, stanchi di combattere contro siccità e incendi, scappano inseguendo il miraggio di un lavoro lontano. C'è chi, testardamente, resiste, ma nell'interno dell'Isola compaiono i primi segnali dello spopolamento.

Sullo sfondo tante piccole storie familiari, pezzi di antropologia e soprattutto squarci di umanità con spaccati di vita di paese. All'ombra del grande leccio - custode di mille storie, ma anche simbolo di speranza - si sfogliano fotografie in bianco e nero di una Sardegna che, per larghi tratti, ormai non esiste più.

Il libro, 160 pagine, è suddiviso in quindici capitoli. I disegni di copertina sono dell'artista Giuseppe Carta, mentre le illustrazioni sono di Daniele Conti.

"La voce del leccio" è dedicato a Paolo Pillonca, il giornalista, scrittore e poeta scomparso sei mesi fa.

Il libro (foto Antonio Serreli)
Il libro (foto Antonio Serreli)

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