CULTURA

A Settimo San Pietro l'addio all'antropologo Giulio Angioni
Voce poetica della Sardegna che fu

Sarà celebrato stasera alle 16, nel cimitero di Settimo San Pietro, il rito civile con cui si saluterà per l'ultima volta Giulio Angioni, nato a Guasila il 28 ottobre 1939.

Chi gli è stato vicino, chi lo ha amato, chi ha condiviso esperienze di vita e professionali, alle 15, nell'aula consiliare del Comune in cui è allestita la camera ardente, potrà onorarne la memoria con un ricordo.

Giulio Angioni è morto il 12 gennaio a causa di una malattia che lo ha consumato rapidamente.

Già docente all'Università di Cagliari, esponente della Scuola antropologica che fece capo a Ernesto De Martino, studioso del mondo contadino della Sardegna (tanti i saggi dedicati all'argomento), è stato un brillante intellettuale e infaticabile scrittore.

Alla vigilia del suo addio ha pubblicato la sua ultima poesia sulla pagina Facebook, canale virtuale che aveva scelto per tenere vivo il suo legame con amici, allievi, colleghi e appassionati lettori.

Considerato col romanzo "L'oro di Fraus" (Editori riuniti, 1988), uno dei padri della cosiddetta nouvelle vague della letteratura sarda, ha affidato il suo ultimo testo narrativo a una coedizione Feltrinelli-Il Maestrale. Intitolato "Sulla faccia della terra" (2015) è il vagheggiamento di un'utopistica società ideale. Ci credeva profondamente, Giulio Angioni.

Intervistato per L'Unione Sarda durante le feste di Natale, suggerì, in una conversazione generosa nonostante le ormai precarie condizioni di salute, la lettura del Corano, incoraggiando, attraverso il dialogo e la cultura, il futuro di pace e tolleranza nel quale confidava.

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