CULTURA

Otto storie per raccontare il male oscuro
firmate da Giorgio Pisano e Maria Cantone

Otto racconti per tratteggiare la fenomenologia degli «scoppiati». Presentati come capitoli di uno stesso romanzo, così da dare al lettore la percezione dell'unitarietà della materia che li lega, i bozzetti narrativi sono parte dell'antologia "Uscita di sicurezza. Storie di lotta contro il male oscuro" che, pubblicata dalla Cuec editrice, è da oggi in libreria. Scritta da Giorgio Pisano, firma storica dell'Unione Sarda e da Maria Cantone, psichiatra e psicoterapeuta cagliaritana, la raccolta demolisce, affidandosi alla polifonia delle voci narranti, i confini entro i quali l'immaginario comune è solito relegare la categoria dei folli, così da preservare la pretesa normalità dalla contaminazione della malattia. Vi si rinchiudono «quelli che si svegliano e ammazzano moglie-figli-suocera e poi si impiccano» o «i disgraziati che circolano con uno scolapasta in testa, convinti di essere Napoleone».

Attraverso storie ordinarie, ricostruite con gli strumenti propri della finzione letteraria (benché in questi racconti niente sia inventato «se non qualche nome»), gli autori mostrano invece, attingendo «dalla pratica di tutti i giorni», quanto la definizione sia labile e sfumata e ciascuno possa sentirsene compreso: il disagio mentale, il «male oscuro» così come lo aveva battezzato Giuseppe Berto, non si può inquadrare dentro contorni certi. È esperienza contigua alla propria e alle altrui esistenze; è la disperazione che ha «gli occhi del nostro vicino di pianerottolo, ma non ce ne accorgiamo»; è la sofferenza interiore che si nasconde, per paura e vergogna, con «l'abbuffata collettiva di ansiolitici, tranquillanti e antidepressivi».

La recensione completa sull'Unione Sarda in edicola

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