CULTURA

“Su Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda”: si rinnova l'opera di Mario Puddu

"Ho lavorato quattro ore al giorno al computer". E non smetterà di farlo, neppure ora che è arrivato alla seconda edizione. "E’ come un’entità viva, in continua evoluzione".

Mario Puddu, professore in pensione ma soprattutto grande cultore della lingua sarda, ha presentato nei giorni scorsi a San Giovanni Suergiu, la sua nuova opera edita da Condaghes: “Su Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda”.

Centoundicimila lemmi (di 22.100 tradotti in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco), 20.000 sinonimi, 9.000 contrari, 12mila modi di dire e tanti proverbi, cognomi e curiosità tutti scritti in “Mesania”, il sardo che media tra campidanese e logudorese e che Puddu utilizza come “lingua franca” tra i vari dialetti sardi.

Un lavoro certosino avviato nel 2003 dopo la prima edizione (inframmezzata dall’uscita della Grammatica) e a cui, per questa edizione, hanno contribuito anche Luciano Melis (nomenclatura scientifica), Giovannino Sedda e Alina Sabattini (immagini e disegni) e, per le traduzioni, Giuseppina Pistis e Pinella Lenzu (francese), Giuseppe Scano (inglese), Sonia Emanuela Campus (spagnolo) e Anna Paola Matta e Marcello Frongia (tedesco). Opera che andrà ad arricchire anche la versione online del dizionario che, in rete dal 2000, può già contare su oltre 10 milioni di “ingressi”.

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