CULTURA

S.Antioco: successo al museo Barreca
per "EstArte" con tanti artisti (video)

estarte a s antioco
EstArte a S.Antioco

La scommessa intellettuale era ardita: scardinare definitivamente l’idea consueta di museo come tradizionale luogo di tutela di preziosissimi reperti archeologici, trasformandolo in un tempio di celebrazione dell’arte declinata nelle sue manifestazioni più attuali e dinamiche.

A giudicare dal successo incassato nella serata di ieri dalla manifestazione culturale “EstArte Vol.2” al museo archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco, la sfida può dirsi abbondantemente superata.

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Perché l’iniziativa, organizzata dal Comune di Sant'Antioco (Assessorato alla Cultura), con la collaborazione di alcuni giovani artisti e della Cooperativa Archeotur, ha incontrato il gusto del pubblico di antiochensi e turisti.

Ascolta l'intervista alla curatrice di Serena Cirina

A partire dalle 21 le aree esterne dell’imponente spazio museale si sono trasformate in un dehors estemporaneo popolato di artisti: pittori all’opera con cavalletto piantato nel prato verde (con le coppie Nicola Obino e Luca Lauria, Luca Lindiri e Irene Porcu, e l’assolo di Laura Ennas), disegnatori alle prese con raffigurazioni impresse su corpi di modelle nelle sessioni di body-painting (grazie all’estro di Valeria Lilith Finazza), scultori armati di scalpello per forgiare blocchi di pietra (Marco Corongiu, Giorgio Secci e Marco Capicciola).

E oltre l’entrata principale, nel vivo delle aree popolate dalle teche ricche delle antiche collezioni fenicio-puniche del glorioso passato di Sulky, ancora arte con le tele dei giovani creativi (Nicola Obino, Fabio Desu, Luca Guapo Lindiri, Irene Porcu e Patrizia Palitta), dei fotografi del panorama locale (Paola Pinna, Fabio Murru, Patrick Varsi, Stefano Puddu, Fabio Garau, Massimo Calabrò, Fedele Balia, Marco Siddi, Davide Cau, Alessandro Siddi, Cristian Calabrò, Fabrizio Schirru, Dino Dini, Stelio Usai e Gabriele Bullegas) e degli scultori.

E per garantire l’ulteriore suggello alla serata d’atmosfera, il gradevole binomio di note e Carignano: sul palco le sonorità manouche del quartetto “MamboDjango” (Andrea Lai al contrabbasso, Samuele Dessì, Roberto Boi alle chitarre e Diego Deiana al violino) e in una delle terrazze del museo angolo degustazioni con le etichette delle cantine locali di Sardus Pater.

Testo foto e video di Serena Cirina

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