CRONACA SARDEGNA - PROVINCIA DI CAGLIARI

Il racconto

"Quel cane lo avrebbe ucciso, doveva sparare"

Le parole del padre del ragazzo che si è difeso a fucilate dall'aggressione di un cane
il ragazzo aggredito (archivio l unione sarda)
Il ragazzo aggredito (Archivio L'Unione Sarda)

"Sono vivo per miracolo". Gianpietro Secci, il trentenne quartese aggredito sabato scorso dal cane del suo vicino - un maschio di amsfaff che è riuscito a fermare solo dopo avergli sparato una fucilata e, nonostante siano passati alcuni giorni, è ancora pietrificato dalla paura.

Dimesso dall'ospedale Marino dove era stato ricoverato per le ferite riportate alla mano e alla coscia, dopo avere trascorso un giorno a casa della fidanzata, ieri è tornato nella sua abitazione, proprio lì nel luogo dove è avvenuto l'attacco, dove ha rischiato seriamente di perdere la vita.

In auto con i genitori e la fidanzata, ha forza soltanto per ribadire che non ha nessuna voglia di parlare: "Non ho altro da dire".

"Mio figlio ha rischiato davvero grosso, ed è un miracolo che sia ancora qui a poterlo raccontare - racconta il padre del ragazzo -, tutti noi siamo scioccati e non riusciamo a riprenderci dopo quello che è successo".

Dal racconto dell'uomo emergono dettagli di momenti di terrore che hanno visto coinvolti i residenti della zona, nel cuore della campagna quartese. Dopo essersi aperti il varco scavando sotto la recinzione della loro casa, in assenza dei due padroni i due cani- Ivar e la femmina Floky - sono corsi in strada. Dapprima pare si siano avventati contro un'auto con a bordo una famiglia che per fortuna si è barricata all'interno. Il cane è riuscito soltanto ad addentare lo specchietto retrovisore.

"Poi all'improvviso gli amstaff si sono presentati nel nostro terreno - prosegue -, e uno di questi ha attaccato mio figlio. Non sapevamo come fare per farli andare via. Mio figlio allora ha prima sparato un colpo in aria ma dal momento che non è riuscito a farli scappare, l'ha colpito. Non ha avuto altra scelta ma lui ama tantissimo i cani, non voleva assolutamente fargli male e infatti ha usato i pallini".

Ivar non ha riportato alcuna ferita mortale, è stato curato, sta bene e tra poco sarà restituito ai suoi padroni insieme a Floky. Per ora si trovano ancora al canile Shardana dove sono stati trasferiti per verificarne l'aggressività.

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