CRONACHE DALLA SARDEGNA

E.on, nel mirino del pm non solo inquinamento
Le indagini riguardano anche appalti e tangenti

Non c'è solo l'inquinamento nell'inchiesta della Procura di Sassari che ha portato all'arresto dei vertici dell'E.On. La Guardia di Finanza stava indagando anche su un'altra ipotesi di reato: il sospetto che dietro la torta delle bonifiche ci fosse un giro d'appalti e tangenti.
la centrale di fiume santo
La centrale di Fiume Santo

Professionisti, imprenditori, dipendenti pubblici. Tutti in fila, in attesa della grande torta delle bonifiche. Molti di loro con la tangente in tasca, per aggiudicarsi la gara d'appalto indetta da E.On. Su questo indagava la Guardia di finanza, ipotizzando l'associazione a delinquere di stampo mafioso. Fino a quando le intercettazioni non hanno rivelato ben altro.

Sono tante le sorprese rivelate dall'ordinanza di custodia cautelare relativa ai vertici E.On, decapitati per «l'assoluta indifferenza per un bene primario come quello della salubrità dell'ambiente e quindi della salute», a Fiume Santo. Idrocarburi pesanti, cadmio, arsenico, un fiume di olio, profondo un metro, cenere, polveri di carbone. Un quadro devastante, negato con decisione dall'avvocato Giuseppe Conti. L'inchiesta della Procura di Sassari riporta all'attenzione i terribili dati dell'Istituto superiore di Sanità. Nell'area industriale di Porto Torres-Sassari si registra un'incidenza di tumori ben superiore al dato di Taranto, città dell'Ilva.

Tutti i dettagli alle pagine 2 e 3 dell'Unione Sarda in edicola.

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